Bret Easton Ellis, il minimalismo e Meno di zero

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Gli anni Ottanta ci hanno regalato una letteratura grande e irripetibile.  Scrittori giovanissimi e di talento che si sono affacciati sulla scena letteraria e poi sono diventati autori di culto con i loro libri che ancora oggi hanno molto da dirci.

In Italia e in Europa in quegli anni si affermano scrittori importanti che daranno lustro alla letteratura. Se guardiamo l’arido oggi ci accorgiamo che gli anni Ottanta rappresentano l’ultima grande stagione per la letteratura.

Nell’America di quegli anni troveremo un gruppo di scrittori che in un certo senso rivoluzionerà la letteratura di quel tempo e del nostro, i minimalisti. «Negli anni Ottanta c’è stato un gruppo di scrittori americani che Fernanda Pivano etichettò come “minimalisti e postminimalisti hemingwayani”, o anche “nuova generazione perduta”, un gruppo eterogeneo in verità, ma che aveva una sorta di filo conduttore che li legava ed era la ritrovata, rinnovata, voglia di raccontare delle storie, magari anche minime, ma con un linguaggio che dava nuova linfa alla narrativa, con un rifiorito interesse, anche, per il racconto, la short story».

Così scrive Roberto Saporito in un articolo pubblicato su Zona di disagio il 20 agosto 2016.

Il padre nobile del minimalismo è stato senza ombra di dubbio Raymond Carver. A mio avviso, il libro che più rappresenta questo movimento importante è Meno di zero di Breat Easton Ellis.

Egli aveva diciotto anni quando ha scritto questo romanzo, che si impose nel 1985 come l’opera più significativa della nuova generazione americana.

Less Than Zero è diventato un libro di culto anche da noi. Uscì da Tullio Pironti editore, oggi è disponibile nel catalogo Einaudi.

Il diciottenne Clay, matricola di un’università del New  Hampshire, è la voce narrante del romanzo. Torna a Los Angeles per le vacanze di Natale. Con uno stile scarno e senza alcune concessione al sentimentalismo, Ellis attraverso Clay racconta la vita decadente di una generazione che si consuma e si perde tra un droga party e un festino hard.

Tra cocaina, alcool e prostituzione Ellis racconta le vite di giovani disperati che non sanno intravedere un futuro e non hanno appigli.

Less Than Zero è il ritratto disincantato di una nuova generazione perduta di cui Ellis ha fatto sicuramente parte.

Lo scrittore con distacco e senza mai giudicare con questo libro ha voluto denunciare la sua stessa generazione definita nella morsa della depravazione e dell’orrore raccontando in presa diretta (con una scrittura scarna e essenziale) e forse in parte anche autobiografica i brividi estremi di spingersi fino al peggio dell’esistenza.

Clay nel romanzo lo afferma più volte che vuole toccare il fondo e si lascia attraversare dall’inquietudine quando con i suoi amici si lascia andare a ogni tipo di esperienza.

«Ellis svolge la sua denuncia – scrive Fernanda Pivano – nel momento stesso in cui descrive la sua generazione (una nuova Lost Generation frustrata in un bisogno disperato d’amore) senza pietà e senza rancori, caso mai con un po’ di cinismo, andando molto al di là del documento sociologico».

A trentaquattro anni dalla sua uscita Meno di zero è ancora un grande libro e Bret Easton Ellis uno scrittore  immenso da leggere e rileggere sempre.

Nicola Vacca

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