Paradossi di un vitalismo insensato. Una cospirazione

Vivere, questo è davvero importante.

Perché continuare a vivere a tutti i costi e non darsi la morte quando non si trae più beneficio dall’esistenza? È una di quelle domande che non avranno mai risposta, o meglio, forse la risposta la conosciamo ma non vogliamo ascoltarla. Quando la coscienza ce la sussurra, tappiamo le orecchie alla nostra anima perché, dopotutto, la vita è un vizio al quale è meglio non rinunciare.

E così è sopravvissuta la nostra specie: la rampante e inquietante razza umana che nei millenni ha creato sistemi filosofici, nicchie interpretative, pompose religioni, ideologie romantiche. Tutta colpa della coscienza, spiegano alcuni. L’evoluzione della coscienza ha creato i suoi sistemi di protezione, ossia, illusioni che hanno alimentato l’istinto di sopravvivenza e l’affannosa ricerca del senso della vita.

Produrre risposte soddisfacenti capaci di smentire verità ovvie è stata e sarà l’attività preferita dell’umanità. La realtà ha sempre schiaffeggiato l’uomo, perché se è vero che dalla polvere si viene e alla polvere si torna, è altrettanto vero che il senso dell’essere-qui resta sconosciuto.

Attraversiamo la vita nell’incoscienza, crogiolandoci nel miraggio dell’eternità; da sempre, anestetizziamo l’angoscia per la morte, per il nulla, per l’annientamento, per la vanità di ogni cosa che facciamo sotto il cielo.

La cospirazione contro la razza umana di Thomas Ligotti è un piccolo viaggio nel pessimismo. Ma cos’è il pessimismo? Personalmente, il miglior modo per vivere sereni, per godersi il proprio tempo, per respirare senza angoscia, per non aver fretta, per riscoprirsi uomini. I danni del pensiero positivo sono inscritti nell’individualismo, nel buonismo, nel globalismo e in altri migliaia di ismi che attribuiscono all’uomo un ruolo di preminenza su tutto.

Essere ottimisti e felici a tutti i costi vuol dire vivere autodistruggendosi, perché l’uomo non domina, ma è dominato dalle illusioni, dall’etica del trasformismo, dall’evoluzione, dalla reificazione degli istinti. Tutto è mercato, ognuno è in vetrina con un prezzo. Ecco, la felicità è sentirsi ricchi anche se il valore delle proprie azioni crolla nel perenne giovedì nero.

Ma nel suo libro, Ligotti porta alla memoria anche tutti quei pensatori definiti pessimisti e abbandonati ai margini dai cattedratici. I motivi di questa “cancellazione”? La loro colpa è stata quella di non aver saputo creare sistemi teorici in grado di illudere l’umanità con la speranza dell’eternità, dell’ottimismo. Tra questi Camus, Zapffe, Schopenhauer e tanti altri.

La cospirazione contro la razza umana è un libro da maneggiare con cura perché non fa sconti, non lascia dubbi, è lapidario nei suoi giudizi. Ho letto tanti commenti su questo libro. Alcuni addirittura non sono riusciti ad andare avanti con la lettura, perché presi dal timore di non riuscire più a riprendersi. Forse è il caso di chiarire che tra queste pagine non c’è nulla di nuovo che già non sappiamo, che già non ci siamo domandati, di cui già conosciamo la risposta. Certamente, non è un libro per chi ama illudersi e si abbandona volentieri alla tentazione di esistere.

Martino Ciano

( Thomas Ligotti, La cospirazione contro la razza umana, Il Saggiatore, pagine 210, € 20,90)

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