Ri-animare la politica e il pensiero di Aldo Moro

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Cominciamo subito con il dire cosa questo libro non è. Non è una biografia su Aldo Moro e nemmeno una nuova ricostruzione di quel terribile 1978. Ri-animare la nostra politica, una nuova sfida per i cattolici  Edizioni Sette Città è, semmai, una riflessione che, mettendo al centro la figura di Moro, invita e sollecita pensieri e considerazioni sul ruolo dei cattolici all’interno della vita politica. Un libro, agile e snello in cui il curatore, Antonio Secchi, ripercorre tratti della sua amicizia e corrispondenza con colui che, prima suo professore, divenne poi prezioso interlocutore.

Ri-animare la politica è un titolo forte che ha in quel “ri-animare” un giudizio che è anche monito e invito. Una lettura che si rivolge, principalmente ma non solo, ai cattolici, chiamando a raccolta una memoria che si sta diluendo. L’autore ripercorre, brevemente e in maniera molto chiara, il percorso della vita politica a partire da quel maggio 1978, anno in cui, con l’uccisione di Moro, comunque la si pensi politicamente, venne uccisa anche una certa modalità di fare e vivere la politica.

Una sorta di deriva, di impoverimento che, passando per il berlusconismo, ha condotto a quella che Secchi chiama la diaspora dei cattolici, dispersi tra forze politiche che in maniera strumentale dicono di richiamarsi a determinati valori, in realtà smentendoli, nelle opere e nelle parole, quotidianamente.

Anche il lettore il cui cuore battesse, politicamente, a sinistra, non può non riflettere, sulle pagine di questo libro, su quanto sarebbe importante per il dibattito politico italiano, avere davvero un centro che si richiami ai valori di cui Moro parlava, scriveva e di cui si nutriva. Da uomo, prima ancora che da cattolico, come spesse ebbe a dire lui stesso quando affermava che il suo essere uomo non venisse mai subordinato al suo agire politico.

In poco più di cento pagine Secchi sollecita in modo particolare i giovani ma non solo. Lo dice subito, molto chiaramente quando fin dalle prime pagine scrive: “E’ vero anche la mia passione torna sempre alla storia del movimento cattolico in Italia e all’auspicio di una nuova sfida dei cattolici finalizzata a ri-animare la politica, non nel senso comune di renderla più vivace, ma nell’intento ambizioso di ridarle un’anima, ora che si scopre denigrata e impoverita, come non era mai accaduto in passato.” Sono parole forti ma che rendono molto bene l’idea e l’urgenza di rimettere al centro una forza che sia davvero un interlocutore e che sia argine al populismo da giullari tra le cui maglie il paese è piombato.

In questo libro, sul cui pensiero cattolico si può anche non essere d’accordo, si converge però (e non può essere altrimenti) sull’idea che quel 1978 sia stato un drammatico spartiacque da cui deve emergere chiaro quanto per certe figure, Moro in primis, la politica fosse qualcosa di altissima concezione. Cosa che, da molti decenni, non si può più dire. Una lacerazione che deve assolutamente essere ricomposta proprio partendo dal pensiero di Moro in cui, per molti aspetti, spiritualità e politica si muovevano su binari paralleli.

È davvero un libro, questo Ri-animare la politica, che impone a chi cattolico non è, uno sforzo che è anche un’opportunità per riflettere e per contestualizzare, per comprendere come una forza cattolica (non bigotta come le galassie del centro destra di oggi) sia davvero qualcosa da ricostituire per ridare, forse, forza anche alla sinistra nostrana. Questo testo non offre facili soluzioni ma, anzi, erede della complessità di pensiero di Aldo Moro, obbliga a farci domande. Per riappropriarci di quella politica che è sguardo a lungo termine, capacità di analisi, ascolto. Proprio come Moro la intendeva e proprio come è stata totalmente dimenticata. Di Moro si è scritto e detto tanto ma il suo vero pensiero è caduto in un drammatico oblio.

Ritrovare un ruolo davvero importante dei cattolici (ripeto, dei cattolici non dei bigotti) è fondamentale per uscire dalle sabbie mobili del populismo. Come scrive Secchi: ” Il compito di ricostruire lo spirito di comunità e di solidarietà non è forse una vocazione che sta nel DNA dei cristiani? O anche i cattolici sono in preda a una sorta di sovranismo psichico e si fanno lusingare dall’idea che tutti i problemi del paese si risolvano con il rancore, la caccia al capro espiatorio e con l’uomo forte?” .  Una lettura fondamentale.

Geraldine Meyer

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