Pro memoria -Innocente (Un giallo fuori norma)

4 pensieri su “Pro memoria -Innocente (Un giallo fuori norma)

  1. Sempre più attraente questo modo di raccontare o meglio di abbozzare una trama senza portarla in fondo ma poi, in coda, affidando a un ragionamento senza veli e senza più travestimenti lo scioglimento dei nodi di fondo della storia ogni volta raccontata: storie che sono infinite varianti di relazioni tra persone in cui spesso il sesso o il sentimento giocano ruoli come altrettanti moventi. Potresti Attilio farne un format televisivo: cioè c’è qualcosa qui delle sceneggiature seriali – quelle buone, di qualità.

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  2. I due racconti hanno in comune i segreti nascosti all’interno della relazione di coppia.Nel primo,”Pro memoria” , scaturito dalla fervida immaginazione di Attilio, attraverso l’ingegnosa trovata della fotografia, il segreto viene svelato dal ritrovamento del diario della moglie damparte del soggetto con la gamba di ferro in viaggio, divenuto protagonista del racconto. Il segreto parla di tradimento della moglie con il suo più caro amico, morti nell’incidente che ha lasciato lui invalido. Doppio tradimento, di amore e di amicizia, che lo ha così sconvolto da indurlo a mettersi in viaggio.Per dimenticare, dice l’autore, che credo sappia che le ferite del cuore non si rimarginano vagando per il mondo, ma si portan0 con sé in ogni luogo si vada. Forse il protagonista, non potendo sfogare il suo risentimento, la sua immensa delusione, la sua grande frustrazione con le persone interessate, che non ci sono più, ‘ ha preferito allontanarsi dal luogo dei ricordi per non impazzire, per non sentirsi quella nullità che veniva considerato dalla moglie. Forse, camminando con quella gamba di ferro, che è il suo pro memoria, vuole dimostrare a se stesso di essere in grado di superare da solo quel dolore così intimo da non poterlo raccontare a nessuno.
    Nel secondo racconto, Innocente, l’autore lascia all’immaginazione del lettore il segreto che ha portato il protagonista narratore a lasciare la fidanzata alle soglie del matrimonio, evento che può avere generato l’odio del fratello dell’ex fidanzata verso di lui. Un odio presunto, o forse reale, atto a giustificare l’accusa di essersi macchiato di omicido,che il cognato mancato gli ha mosso.Non si dà pace il narratore, perché sa di essere innocente, ma sa anche che nella realtà la verità giuridica non sempre corrisponde alla verità reale,perché le apparenze, come la lite avvenuta con Augusto,prima di essere ucciso, possono ingannare; così come possono ingannare i pregiudizi, i cattivi sentimenti, le convinzioni personali, che rendono complesso e difficile districarsi tra quel che si vede in superficie e quel che invece nel profondo una persona è per poterla giudicare.
    Entrambi i racconti ci rendono consapevoli della complessità della psiche umana , della varietà delle risposte che gni persona può dare allo stesso evento, come può essere lo svelamento di un segreto, che può portare ad ognuno conseguenze diverse.
    Infine devo dire che lo scrittore, Attilio del Giudice, è riuscito a coinvolgere il lettore e a farlo riflettere su una consuetudine che si è radicata in questi tempi moderni, in cui si sprecano giudizi in tv, nei giornali, nel web, come fossero sentenze, solo apprendendo una notizia o venendo a conoscenza di un evento, senza che ci si renda conto che, per giudicare, devi scalare una montagna di sale.

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  3. Non c’è che dire, questi “racconti spezzati ” di Attilio del Giudice sono delle vere, graffianti provocazioni da cui tuttavia si resta sempre più attratti. Delle vere sfide sempre più impegnative che Attilio ci lancia e che raccogliamo consapevoli di ciò che ci costeranno.
    Già, perché mentre a leggere qualsiasi cosa c’è, da parte del lettore, un fenomeno d’acquisizione esogena, apprendimento di qualcosa di nuovo, questi racconti in embrione sono così scarni che devi necessariamente riempirteli da solo attingendo alle tue conoscenze, alle tue esperienze. E qui Attilio diventa spietato: non gli basta che cerchi dentro di te le risposte alle sue sfide ma i temi che tratta sono tali che talvolta sei costretto a frugare nei recessi più nascosti, segreti del tuo animo alla ricerca di c qualcosa che volutamente avevi seppellito più a fondo.
    Sembra un gioco perverso ed invece è solo lo straordinario risultato della fusione in Attilio fra lo spessore dell’uomo con la sua profonda conoscenza dell’umanità ed il raffinato mestiere dello scrittore.
    Insomma, di questi racconti spezzati se li conosci non riesci più a liberartene forse anche perché, con quello scavare in se stessi che impongono, soddisfano nostre latenti ( inconfessabili?) esigenze di catarsi ….

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