L’Uomo Vitruviano

L’uomo vitruviano, è forse il disegno a penna e inchiostro su carta (34,4 × 24,5), più famoso di Leonardo da Vinci, conservato alla Galleria dell’Accademia Venezia. Il disegno celebra la visione della filosofia platonica, aristotelica e neoplatonica, molto studiate nel Rinascimento, in cui l’uomo viene considerato “specchio dell’universo”.

Il disegno quindi rappresenta la proporzione ideale del corpo umano perfettamente inserite nel cerchio (il cielo) e il quadrato (la terra). Il cerchio infatti rappresenta il cosmo, il divino: gli antichi ritenevano che fosse simbolo di perfezione. In contrapposizione si trova il quadrato, simbolo del mondo terreno. L’uomo quindi rappresenterebbe l’unione tra microcosmo e macrocosmo, quindi l’idea stessa di mondo.

Ed è la perfetta dimostrazione oltre che della perizia tecnica di Leonardo, della sua profonda conoscenza e studio della Filosofia e di uno dei cardi dell’Umanesimo Rinascimentale, l’Uomo appunto al centro di tutte le cose.

In quest’opera Leonardo analizza le proporzioni del corpo umano secondo gli scritti dell’Architetto romano Vitruvio (considerato il più famoso teorico dell’Architettura di tutti i tempi, il suo trattato “ De architectura” è l’unico integro testo latino di architettura e pertanto il più importante, tra i pochi giunti, in modo più o meno frammentario, fino a noi; l’influenza sulla cultura occidentale è dovuta soprattutto a questa sua unicità).

Nella parte superiore e inferiore del disegno, Leonardo riporta alni passi del trattato di Vitruvio. Leonardo arricchì l’intuizione vitruviana, arrivando a un modello proporzionale che rappresentava il più alto segno dell’armonia divina.

Leonardo non fu il primo né l’unico che tentò di tradurre graficamente il passo vitruviano relativo alle proporzioni del corpo umano. Diversi autori, quasi sempre in relazione alle varie traduzioni del De architectura, proposero schemi simili a quello leonardiano che tuttavia è l’unico che si è imposto come vera e propria icona. Un esempio è l’architetto Francesco di Giorgio Martini nel 1480 che, ispirandosi sempre agli scritti di Vitruvio, ne propose uno. Altri autori proposero una loro interpretazione dell’Uomo Vitruviano come Mariano di Jacopo detto il Taccola, Fra’ Giocondo da Verona, Cesare Cesariano, ma nessuno aveva la forza esplicativa e l’impatto emozionale di Leonardo.

Leonardo disegnò l’Uomo vitruviano all’età di circa 40 anni nel 1490. L’artista secondo gli storici elaborò questa immagine mentre si trovava in viaggio per Pavia verso la quale partì il 21 giugno 1490, oppure a Milano. Durante questo viaggio conobbe Francesco di Giorgio Martini un architetto molto conosciuto che lo avvicinò al suo trattato di architettura. Francesco di Giorgio Martini inoltre lo mise a conoscenza del trattato latino di Vitruvio intitolato De Architectura del quale aveva iniziato la traduzione.

Secondo Fritz Saxl, uno dei maggiori studiosi di Leonardo,  il disegno di Leonardo “è uno studio di proporzioni”. A nostro modesto avviso la modernità di Leonardo sta nel fatto che mette al centro degli studi artistici e dell’Arte, l’UOMO, visto come misura e forse parallelo della perfezione divina, e centro di tutte le cose, divenendo il simbolo dell’Arte Rinascimentale e degli studi Umanistici nel mondo e mette in evidenza anche il fatto che Leonardo conoscesse e studiasse il trattato sull’Architettura “De Statua”  di Leon Battista Alberti, e la sopra citata amicizia con Francesco di Giorgio Martini.

Una grande novità stilistica del disegno, sta anche nell’inserimento delle scritte effettuato da Leonardo che amava portarsi i suoi taccuini sempre dietro e sui quali annotava schizzi e idee da sviluppare successivamente. Colpiscono dal punto di vista stilistico, la cura dei dettagli, e il senso di bellezza e armonia idealizzati. L’ombra presente dietro al corpo crea una rilevanza della figura umana e un minimo di articolazione tra figura e sfondo.

Il disegno di Leonardo affascinò artisti delle più diverse tendenze dell’arte moderna internazionale, ispirando rifacimenti, citazioni, performance, celebrazioni, pannelli urbani, installazioni, disegni, sculture, fotografie, dispositivi scenici, come testimoniano, tra le altre, le opere di William Blake, Fernand Léger, André Masson, Salvador Dalí, Ontani, Robert Mapplethorpe, Michelangelo Pistoletto, Marina Abramović,  Mario Ceroli, Mauro Rea.

Tra le più affascinanti interpretazioni moderne dell’Uomo Vitruviano, voglio sottolineare quella di Mauro Rea che ha realizzato per la cover del mio libro RINASCIMENTO: La danza delle idee. Rea reinterpreta e attualizza il disegno di Leonardo in diversi modi e va oltre la semplice raffigurazione. Come prima cosa inserisce il disegno all’interno di un alfabeto neofuturista che danza intorno al disegno, poi inserisce nella accanto o dietro la figura maschile, quella femminile, il tutto su carta riciclata usa e getta di Amazon, con al centro un codice a barre. Il tutto come chiara denuncia de mondo mercificato in cui l’uomo non è più al centro della riflessione umana e filosofica, ma la merce ad uso e consumo delle masse. Infine la figura antropomorfa metà uomo e metà donna suggerisce anche una nuova centralità di attenzione umana al complesso mondo moderno LGBT.

Donato Di Poce

(Donato Di Poce, ama definirsi un ex poeta che gioca a scacchi per spaventare i critici.  (Nato a Sora – FR – nel 1958, residente dal 1982 a Milano). Poeta, Critico d’Arte, Scrittore di Poesismi, Fotografo, Studioso del Rinascimento. Artista poliedrico, innovativo ed ironico, dotato di grande umanità, e CreAttività.

Ha al suo attivo 43 libri pubblicati (tradotti anche in Inglese, Arabo, Rumeno, Esperanto e Spagnolo), 20 ebook e 40 libri d’arte Pulcinoelefante. Dal 1998 è teorico, promotore e collezionista di Taccuini d’Artista. Ha realizzato ©L’Archivio Internazionale di  TACCUINI D’ARTISTA e Poetry Box di Donato Di Poce, progetto espositivo itinerante.

Vedi siti Internet: https://www.wikipoesia.it/wiki/Donato_Di_Poce; http://www.donatodipoce.net)

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