Francesco Terracciano – Eerciziario di Formule brevi

1.
Qualcosa che ti fa girare il fianco
di scatto mentre dormi, e qualcun altro
vicino che ti guarda è ancora sveglio.
Sa molto della tua temperatura
e custodisce i tuoi graffi alle mani
i solchi in fondo agli occhi, le ombre al petto.
Ti aggiusta le lenzuola, le riporta
dove sei più scoperto, e tu sei andato
dentro qualche altra insania, un viaggio nuovo.
Guardare fuori da punti diversi.
Le due di notte, l’erba sminuzzata
nell’aria. A cosa ti sarà servito
restare ferma, amare così tanto.

2.

Nel sogno stavi mangiando una torta
completamente nuda, con le spalle
– le parti spigolose, almeno – fisse
ai pensili. Nella cucina nuova

la stanza grande dipinta di grigio
mancavano gli oggetti. Sui pianali
giusto una traccia di luce, radente.
Poco più avanti un taglio di finestra.

Non so che tipo di dolce, ma il lungo
giro dei denti, il moto delle labbra
faceva credere che ti piacesse
quello che c’era nel piatto. Ogni tanto

dicevi una parola, sorridevi.

3.
Ho fatto un sogno con te dentro. Avevi
preso una casa – di due stanze appena
dove abitavo quand’ero ragazzo.

Di epoche intere, e chissà quante voci
un salto indietro. Gli anni in cui non c’eri
i giorni dove ti ho messo. Nel sonno

la somma degli scarti, incerta. Il buco
dentro le cose misere del tempo.

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