Einaudi il grande italiano

Cosa sarebbe stata la cultura italiana senza Giulio Einaudi? Il Novecentoè passato per le stanze della casa editrice Einaudi, il suo catalogo è un patrimonio di conoscenza.

Quella di Giulio Einaudi è stata un’esperienza unica e irripetibile. Intorno alla sua casa editrice si è formata la migliore intellighenzia italiana.

Nel 1988 quando quel mondo si andava perdendo e la casa editrice entrava in una crisi profonda, Giulio Einaudi apre i cassetti della memoria e ricostruisce in un libro gli anni meravigliosi dell’entusiasmo e della conoscenza dello Struzzo e dei suoi grandi scrittori.

Da Rizzoli esce  Frammenti di memoria. Nel 2009 il libro fu riproposto da nottetempo

«Non scriverò queste note in ordine cronologico. Ci saranno continui salti nel tempo, tutto sarà senza riferimenti precisi, lo spazio dato a un avvenimento o a una persona sarà indicativo di una preferenza.

Affido lo scritto, la responsabilità dello scritto, prevalentemente alla memoria, dalla quale cercherò di trarre, come da un unico filo, emozioni, ricordi, eventi, affetti».

Questa è la premessa da cui Giulio Einaudi inizia a scavare nei suoi ricordi con la consapevolezza che lo scenario in cui si è svolta la vita di grande editore non esiste più.

Einaudi davanti alla piega che sta prendendo l’editoria mondiale, con i libri di successo sempre più fabbricati dagli editori e reclamizzati dai mass media ritorna con la memoria al suo mondo in cui gli editori pubblicavano libri autentici e scrittori veri. Un mondo lontano dai tempi odierni dell’industria culturale tutta numeri e fatturato che si impossessa di un autore, lo trasforma, lo obbliga a una produzione continua, lo distrugge.

Giulio Einaudi è consapevole di questa evoluzione catastrofica del mondo dell’editoria per questo decide senza malinconia di rivolgere attraverso la memoria il pensiero ai suoi grandi amici di quel Novecento che gli manca che insieme a lui hanno contribuito a fare grande nel mondo la cultura del nostro Paese.

Li ritroviamo tutti nei frammenti della memoria di Einaudi e attraverso i loro libri ritroviamo quel grande Novecento che prima di tutto è stata una società letteraria con la sua immensa civiltà dialettica, un patrimonio da custodire oggi che i tempi globali della cultura uccidono tutto.

Einaudi giovane editore muove i primi passi e ringrazia i suoi maestri Valentino Bompiani e Arnoldo Mondadori.

Se il grande Mondadori fu per lui il maestro di editoria, Valentino Bompiani eccelleva nell’arte di comunicare al pubblico le sue iniziative.

Ma proprio da Arnoldo Mondadori Giulio Einaudi ereditò il fiuto e la capacità di intuire l’impatto di un autore, di un libro, con i lettori.

Ne è la dimostrazione il catalogo che Einaudi ha costruito.

Nelle pagine di Einaudi si incontra tutto il Novecento migliore che è passato per gli uffici di Via Biancamano.

Leone Ginzburg, Cesare Pavese, Italo Calvino, Franco Antonicelli, Cesare Cases, Gianfranco Contini, Elio Vittorini, Felice Balbo. Gli anni del liceo D’Azeglio, la Torino antifascista, Piero Gobetti, le riunioni del mercoledì, in cui per decenni si è deciso quali libri  pubblicare e grazie alle quali è nato il catalogo storico di una casa editrice che prima di tutto è patrimonio culturale di una Nazione.

In frammenti di memoria Einaudi ricostruisce un mondo culturale e umano, quello del Novecento con la sua autenticità e con i suoi scrittori e intellettuali che del loro tempo sono sempre stati testimoni partecipi.

Ernest Hemingway, Thomas Mann, Jean Paul Sartre, Sciascia, Natalia Ginzburg, Lalla Romano, Picasso, Luigi Einaudi,  Edoardo De Filippo, Gaston Gallimard, Pasolini e molti altri ancora.

Giulio Einaudi li ha incontrati tutti e li ha pubblicati nella sua casa editrice. Forse sono proprio loro i frammenti che compongono la memoria di Einaudi.

Infatti questo libro non vuole essere la storia della casa editrice ma semplici frammenti di memoria in cui ritroveremo un mondo culturale e suoi più autorevoli protagonisti, tutti amici del grande Giulio che insieme a lui hanno fatto grande la cultura italiana.

Nicola Vacca

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