Il giardino dei Finzi – Contini: il grande romanzo italiano

Nella narrativa italiana dal 1945 all’inizio degli anni sessanta la produzione di Giorgio Bassani segna un momento fondamentale: l’avvenuta e codificata restaurazione, l’approdo irreversibile dall’impegno neorealistico all’elegia, alla narrativa consolatoria che in concomitanza con una particolare fase della società italiana, diventa oggetto di consumo; è proprio con Il Gattopardo (1958) prima, e con Il Giardino dei Finzi Contini (1962) dopo, che si può parlare di boom del romanzo.

Il romanzo capolavoro di Bassani( pubblicato da Einaudi) compie sessant’anni. E oggi è ancora un grande romanzo italiano da leggere.

«Più passano gli anni – scrive Francesco Longo in un articolo su RivistaStudio – più la letteratura di Bassani converge verso il baricentro della narrativa italiana del Novecento, verso il posto che le spetta. Bassani sta bene insieme ai nostri scrittori di maggior peso: Svevo, Pirandello, Gadda, Malaparte, così come Il Giardino dei Finzi-Contini va letto insieme agli altri libri che hanno reso la storia italiana un concentrato di scrittura come Una questione privata Il Gattopardo. Per essere un romanzo di formazione con l’ambizione e il richiamo morale della tragedia greca, ed essere tuttavia assemblato di racchette, giri in bicicletta, tramonti, baci, reticenze, Il giardino dei Finzi-Contini mostra al meglio come la letteratura che punta tutto sullo stile riesca ad essere attraversata da un senso civile maggiore di quella che si ritiene impegnata».

E così la vita della comunità ebraica di Ferrara, i sogni giovanili, l’amore del protagonista – narratore per Micol Finzi – Contini, lo stesso giardino che assurge a simbolo di paradiso perduto, la vita dignitosa e schiva dei Finzi – Contini, sono narrati con la dolente consapevolezza del dopo, del loro finire «all’apparir del vero»; e tutto il romanzo diventava una meditazione sulla inesorabile legge di distruzione e di morte che domina nel destino degli uomini.

Giorgio Bassani è il più proustiano tra gli scrittori italiani. La sua devozione alla memoria fa del Romanzo di Ferrara un affresco di un tempo perduto narrato con una nostalgia che si immerge nella tragedia della storia.

Con questo grande romanzo Bassani ci ha dato una raffinata e commossa elegia dell’vivere umano. Il giardino dei Finzi – Contini segna il ritorno a una narrativa che si rifugia nei conflitti interiori e nella raffinata malinconia delle anime sensibili. Bassani in un certo senso è uno scrittore dell’Ottocento che vive nel Novecento.

Così lo scrittore annunciava l’uscita del suo libro: «io per me persisto a non dare molto credito agli ex camionisti o ex sguatteri o ex ciclisti o ex aviatori audacemente indottisi, da soli o istigati da terzi, a scrivere racconti o romanzi di vaga eco hemingwayana. Come scrittore ho sempre guardato più all’Ottocento che al Novecento».

Il giardino dei Finzi – Contini con i suoi sessant’anni è ancora un grande romanzo perché Giorgio Bassani è uno scrittore che ha superato la prova del suo tempo, un classico della nostra letteratura.

Nicola Vacca

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