Le conversazioni di Leonardo Sciascia

Leonardo Sciascia, come il suo maestro Borges, amava l’arte della conversazione.  Lo stesso Borges in merito a questo scrive: «Paradossalmente i dialoghi con un giornalista assomigliano più a una specie di introspezione che a un interrogatorio. Per chi interroga può essere un compito non esente da fatica e noia; per l’interrogato è come un’avventura in cui sono in agguato il segreto e l’imprevedibile».

Adelphi ripubblica Fuoco all’anima, un libro in cui lo scrittore siciliano conversa, dialoga e colloquia con l’amico Domenico Porzio. Il volume registra incontri avvenuti tra il 1988 e il 1989 e interrotti dalla morte dello scrittore.

La ristampa di questo libro viene riproposta a nel centenario della nascita di Leonardo Sciascia.

Nelle conversazioni il grande scrittore siciliano dava il meglio di sé.  Si sentiva ancora più libero e più eretico chiacchierando senza remore con un amico.

Nelle pagine di Fuoco all’anima troviamo lo scrittore, il polemista, l’arguto osservatore delle cose italiche e siciliane che discute in maniera pungente di letteratura, di politica, di vita proponendo la propria questione morale che passa sempre per la coscienza.

Domenico Porzio e Leonardo Sciascia danno vita in questa conversazione serrata a una chiacchierata provocatoria.

Troviamo in queste pagine Sciascia con il suo pessimismo della ragione e con la sua lungimiranza profetica, che con il suo pensiero e con il suo agire è stato la coscienza critica del nostro paese.

Le considerazioni amare, disincantate e polemiche sulla sua amata Sicilia, il suo grande amore per i libri, gli sferzanti giudizi politici.

«È una cosa che è finita ovunque. Sono finiti i caffè letterari, il colloquio stesso. Eppure colloquiare significava non soltanto chiacchiera, ma un’esperienza, urbanità».

Così risponde Sciascia a Domenico Porzio che gli chiede di ricordare i tempi della civiltà letteraria del Novecento con i suoi fermenti culturali, le riviste e i dibattitti nei caffè e nelle strade.

Sciascia sostiene che tutto questo è finito perché è finito il colloquio ed è iniziato per gli intellettuali il tempo di parlarsi addosso.

Fuoco all’anima è una un libro testimonianza che rivela tutto il mondo di Leonardo Sciascia e soprattutto in queste pagine c’è la vita controcorrente di uno scrittore e di un uomo sempre politicamente scorretto che nei suoi libri e nelle sue invettive ha sempre preso posizioni coraggiose sui nodi rimasti drammaticamente irrisolti della vita pubblica e privata di questo Paese.

«La televisione ha ammazzato la conversazione, ha ammazzato la c lettura serale. Ha ammazzato tante cose».

Sciascia era molto dispiaciuto dal cambiamento in atto nelle relazioni umane, viveva come un dramma la perdita dell’incontrarsi per parlarsi vedeva davanti a sé l’avvento di un futuro disastroso e di anni dalle passioni fredde.

Come sempre ha avuto ragione. Quello che manca ai nostri giorni rintanati dietro le tastiere è il piacere della conversazione e il desiderio di dare fuoco all’anima per tornare a incontrarci, a vivere, a essere noi stessi nel confronto delle idee libere.

Nicola Vacca

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