Sciascia nei labirinti del romanzo poliziesco

Leonardo Sciascia ha sempre avuto una passione per il romanzo giallo. Nella sua vita di lettore onnivoro ha trascorso la sua adolescenza a divorare polizieschi.

È diventato egli stesso scrittore di libri gialli politici e di denuncia.

Il grande scrittore siciliano ha scritto pagine notevoli di riflessione sul romanzo giallo e poliziesco.

Nel 1975 sul settimanale Epoca pubblico Breve storia del romanzo poliziesco, un saggio breve in cui Sciascia con la sua lucidità analizza le problematiche di questo genere.

Quel saggio in seguito confluì nel suo libro Cruciverba Oggi viene riproposto Graphe.it edizione con un’introduzione di Eleonora Carta.

Sciascia sostiene che nella sua forma più originale e autonoma, il romanzo poliziesco presuppone una metafisica: l’esistenza di un mondo “al di là del fisico”, di Dio, della Grazia, e di quella Grazia che i teologi chiamano illuminante. Di questa grazia illuminante l’investigatore si può considerare il portatore.

Lo scrittore afferma che non a caso la storia del romanzo poliziesco, la nascita dell’investigatore, abbia nella Bibbia le sue origini. Un grande scrittore cattolico, G. K. Chesterton, ha scritto una serie di racconti polizieschi in cui il ruolo dell’investigatore è tenuto da un prete cattolico, in odore di santità, padre Brown.

Sciascia individua il primo racconto poliziesco nella Bibbia e il primo investigatore è il profeta Daniele.

Interessanti le parole di Sciascia sul tema del romanzo poliziesco, accattivanti le sue tesi, sempre lucide e originali.

Lo scrittore ha avuto un legame forte con il romanzo giallo e il mondo letterario dell’indagine poliziesca.

In come Il giorno della civetta, A ciascuno il suo, Il contesto, Toldo modo, Una storia semplice, Sciascia coniuga gli elementi di una narrazione classica con le istanze politico- sociali del giallo e del noir.

«La grande portata innovativa del romanzo giallo di Leonardo Sciascia – scrive Eleonora Carta – sta nel fatto che con lui nasce il concetto di responsabilità dello scrittore. La sua visione, così lucida e impegnata, ridefinisce il concetto di inchiesta e di una narrazione che indaga non tanto sul caso criminale che ne forma l’oggetto, quanto sulla Verità stessa».

Vale la pena perdersi nelle riflessioni di Sciascia e cogliere l’invito che lo scrittore ci rivolge: leggere i romanzi polizieschi.

Nicola Vacca

(Leonardo Sciascia, Breve storia del romanzo poliziesco, Graphe.it edizioni, pagine 43, € 6,50)

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