Mankell e il grande freddo che c’è dentro di noi

Henning Mankell è il maestro del giallo scandinavo. La serie di romanzi con protagonista il commissario Wallander è stata tradotta in trentanove lingue e ha venduto nel mondo ventisei milioni di copie. Anche in Italia il noto giallista è riuscito a farsi amare da numerosi  lettori.

Trame avvincenti e intrighi accattivanti sono gli ingredienti dei suoi romanzi che si divorano senza indugiare. Mankell ha dimostrato di essere un grande romanziere anche  quando non scrive libri gialli.

La prova evidente di questo è un libro pubblicato 2008. Con Scarpe italiane (Marsilio editori, pagine 332, 18 euro) lo scrittore svedese si cimenta con una storia completamente nuova che non ha nulla a che fare con le indagini del commissario Wallander. Con grande sensibilità Mankell racconta la storia emozionante  di Fredrik Welin, ex chirurgo che ha deciso di lasciare il  mondo civile e ritirarsi in una delle piccole isole nell’arcipelago estremo a nord di Stoccolma. È la storia di una solitudine forzata, raccontata nei più intimi particolari da un Mankell in stato di grazia che si avventura nelle  complesse problematiche esistenziali di un uomo che si è spinto fino al silenzio  per cercare di riflettere e soprattutto fare il punto sulla propria vita dopo il caos.

Il protagonista che racconta in prima persona le sue inquietudini, che cataloga le sue debolezze conquisterà il cuore del lettore. Mentre Fredrik tiene il suo diario, e qui vi annota le impressioni delle sue giornate che scorrono uguali sotto l’assedio delle immense distese di ghiaccio che lo circondano, un mattino la sua vita di solitudine verrà stravolta dal passato che ritorna.

A questo punto l’intrigo e la trama avvincente si impossessano della scrittura di Mankell. Fredrik  pensava di aver già tirato i remi in barca, ma dal suo passato compariranno una donna anziana con il suo deambulatore e una figlia sconosciuta. A sessantasei anni il protagonista si rimette in gioco, improvvisamente. Tutto cambia nella sua vita,soprattutto quello che egli aveva ritenuto definitivo.

Mankell scrive un romanzo indimenticabile sulla forza dell’amore  e sugli inaspettati colpi di scena che riserva la vita.

Nicola  Vacca

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