ELOGIO DELL’OZIO – BERTRAND RUSSELL

Coloro che hanno un lavoro lavorano troppo, mentre altri muoiono di fame senza salario” ci insegna Russell, e si sa che gli eccessi dovrebbero essere evitati sempre per evitare che l’esistenza perda di significato.

L’uomo dovrebbe dedicare al giorno non più di quattro ore e dare più importanza alla contemplazione,

Elogio dell’ozio è stato pubblicato per la prima volta nel 1935, è una raccolta di quindici saggi e il primo è dedicato all’ozio. È un libro sempre attuale anche perché la nostra epoca è caratterizzata dall’eccesso di zelo, dal continuo lavoro che ci impone a restare ancorata un meccanismo che non ci permette più di creare quel sano e utile momento di riflessione e di calma, necessario all’animo umano.

Questa società d’altronde è talmente complessa che necessita di momenti di pause per poter mettere in discussione i vari dogmi della vita politica ed economica, delle scienze e della religione.

In molti siamo stati educati con il precetto “l’ozio è il padre di tutti i vizi!, un precetto che costringe a lavorare faticosamente per essere virtuosi, ed essere accettati dal mondo e dalla società, ma sebbene le nostre azioni sono state controllate dalla nostra coscienza, i nostri pensieri, alcune volte, hanno subito una ribellione, una vera e propria rivoluzione.

Io voglio dire, in tutta serietà, che la fede nella virtù del lavoro provoca grandi mali nel mondo moderno, e che la strada per la felicità e la prosperità si trova invece in una diminuzione del lavoro”.

Abbiamo due specie di lavoro: il primo consiste nel modificare la posizione di una cosa relativamente ad un’altra. La seconda nel dare ordine ad altri di farlo. E mentre la prima è spiacevole e mal retribuita, la seconda è piacevole e ben retribuita.

L’etica del lavoro è l’etica degli schiavi, e il mondo moderno non ha bisogno di schiavi”.

Bertrand Russell ci spiega come il concetto del dovere è stato un mezzo escogitato dagli uomini per indurre altri uomini a lavorare per l’interesse dei loro padroni e non per il proprio.

Già nell’ antichità esisteva l’ozio,  grazie alle fatiche di molti. Tali fatiche erano importanti non perché il lavoro era un bene, al contrario l’ozio era un bene.

E così che Russell, nel primo saggio, ci fa notare che il lavoro è una mistificazione creata dagli uomini per convincere le masse a lavorare duramente e nonostante il progresso anziché lavorare meno, si lavora di più e male.

Successivamente l’autore ci spiegherà l’importanza del sapere visto come un atto che stimola la mente e darà molto rilievo a quel sapere ritenuto “inutile“.

L’elemento culturale nell’acquisizione del sapere, quando è ben assimilato, forma il carattere dei pensieri e dei desideri di un uomo…”

Nel seguente volume verranno trattati anche le questioni sociali e l’architettura, in particolare il benessere dei bambini ” che “prima di andare a scuola non godono abbastanza il sole e l’aria aperta” e della donna, “essa deve svolgere contemporaneamente i compiti di bambinaia, cuoca e cameriera, compiti per i quali non è stata addestrata.”

Un altro aspetto interessante è la possibilità che la razza umana venga superata dagli insetti. Oramai non temiamo più i grandi animali ma gli animali minuscoli.

Nessuno lo minaccia, salvo le piccole creature, gli insetti e i microorganismi ” in quanto hanno un vantaggio iniziale, quello del numero. Inoltre mangiano il nostro cibo prima che sia maturo per noi. E molti insetti nocivi vengono trasportati altrove involontariamente facendo danni enormi.

L’opera si chiude con una discussione sull’anima riguardo al progresso delle scienze. Abbiamo sempre pensato che l’uomo è composto di corpo e di anima, che il corpo è tempo e spazio e l’anima è soltanto tempo, oggi però questa semplicità si è perduta in quanto “i fisici ci assicurano che la materia non esiste e gli psicologi ci assicurano che non esiste la mente.”

Pertanto “bisogna cercare qualcosa che non sia né mente né corpo e dal quale derivano tutti e due”, ma la scienza moderna non ci dà elementi sull’esistenza dell’ anima o della mente come entità. Alla fine scopriremo che spirito e materia sono un po’ come il leone e l’unicorno che combattono per la corona ma non vince né l’uno né l’altro. Entrambi sono invenzioni di comodità per ordinare gli eventi.

Tante sono le tematiche che vengono affrontate in questo volume oltre all’ozio come la sofferenza del mondo per via del bigottismo e l’intolleranza, il comunismo e il fascismo, il cinismo dei giovani, l’educazione e la salute mentale.

Buona lettura e buona contemplazione.

Rosa Angela Papa

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