Un poeta e la fatica pensante delle parole

La poesia come opera complessa, questa è la scommessa di Francesco Terracciano, poeta napoletano che danni  scava nella parola con i versi seguendo un progetto ben definito.

Non si può concepire la poesia senza avere un progetto nella testa e nel cuore.

MCM è l’ultimo libro pubblicato da Terracciano. Un’opera complessa che nasce appunto da un progetto.

Qui il poeta costruisce un canzoniere esistenziale e si avventura con grande abilità nel luoghi inaccessibili della parola.

Dalla negazione al paradosso i contenuti del suo modo di fare poesia si articolano in un colloquio intimo e reale con le parole.

Il poeta disegna la geografia interiore del suo mondo, scava con una raffinata ricerca sulla lingua nei mondi infiniti che l’attraversamento offre.

Terracciano mette in campo nei suoi testi tutte le possibilità del suo andare.

«La parola poetica di Terracciano – scrive Vanina Zaccaria   nella postfazione –  diventa, allora, autosufficiente, nel senso, che non ci impone un lavoro ermeneutico, ma vuole essere, piuttosto, acquisita intera, nella sua drammaticità immediata, nella suggestione che produce e che deriva dal centro esatto dell’individuo che la anima».

MCM è la tappa di un viaggio poetico che inizia con Mistica del quotidiano e Limite del vero, una trilogia del disincanto in cui il poeta scrive un resoconto dettagliato e fitto della struttura interna del cuore, indaga le ragioni della luce e dell’oscurità, scava come Caproni nel muro della terra. Lo fa con i versi nudi che schianta sulla pagine costruendo un discorso sull’accadere considerando esclusivamente con le parole quello che accade e nient’altro.

Francesco Terracciano è un poeta che sta nelle cose e la sua poesia è il suo modo di stare al mondo.

La sua poesia è il gesto ripetuto con il pensiero. Ed ecco che il poeta si trova davanti alla storia al centro della quale ci siamo noi, individui che la subiamo senza affrontarla.

«Così a buttare giorni interi, vedi / la fine che farete tu e gli altri. / Poi dove andate tutto il tempo fuori / per strada, che pensate di ottenere / da grandi se non studiate?».

Con MCM Francesco Terracciano ci conduce nel labirinto del tempo, ci porta nel cuore dilaniato del nostro tempo dove nessuno  ci chiederà di esibire il biglietto per il viaggio, perché facciamo di tutto per non esistere.

«La poesia facile non esiste» scrive Franco Fortini. La poesia di Terracciano esiste perché è lontanissima dai canoni della poesia facile.

La sua è una poesia complessa, ragionata  al centro della quale c’è un progetto esistenziale sul freddo perenne dell’esistenza.

Il poeta ci invita a attraversare con un dettato limpido e autentico la ruggine e i buchi di porte curve di questa nostra terra devastata.

MCM è l’opera complessa di un poeta che dalla poesia pretende la fatica pensante delle parole.

Nicola Vacca

(Francesco Terracciano, MCM, Oèdipus edizioni, pagine 117, € 12,50)

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