Un romanzo di formazione per adulti

Davide Grittani, per Arkadia Editore, ci regala una storia bellissima, ben scritta, scorrevole e toccante, che costringe il lettore a porsi una serie di interrogativi esistenziali di non poco conto.

Il libro è dedicato a Dolores O’ Riordan – a mio avviso una delle voci migliori nel panorama internazionale – e la musica serpeggia all’interno dell’intero romanzo, fino all’ultima riga.

Sandro Tanzi è figlio di un mondo borghese. Un ragazzo abbastanza apatico, demotivato e, a tratti, cinico. Il padre è morto da tempo e la madre vive in una casa di riposo a causa dell’Alzheimer accudita da Farouk, il badante. Tanzi va a trovarla non troppo spesso, infatti i rapporti di Sandro con i genitori hanno sempre lasciato a desiderare:

«Non ho mai smesso di chiedermi che senso abbia mettere al mondo qualcun altro sapendo che potrai occuparti solo di te stesso».

Sandro gestisce una sala slot studiando, come sottoponendola agli infrarossi, la varietà di gente, di ludopatici che frequentano il locale.

Di lì a poco, la vita del protagonista verrà sconvolta a causa di un disegno su un muro, riportato alla luce da un’impresa di lavori edili, in un appartamento dello stesso palazzo nel quale viveva la famiglia Tanzi e nel quale ora vive lui solo. Fulcro della storia è Angelica Capone, proprietaria di quell’appartamento nel quale viveva da bambina.

Da questo punto si sviluppa la trama che avrà risvolti assurdi, incredibili e inaspettati.

Protagonisti assoluti sono i bambini, con il loro modo di comunicare, con i loro bisogni, con quello che subiscono mentre gli adulti, spesso, guardano altrove:

«Quello che facciamo ai bambini resta per sempre. Provano continuamente a dirci cosa gli è successo, con le parole, con i gesti e con i disegni, attraverso i loro strani comportamenti, ma preferiamo ignorarlo perché dovremmo chiederci noi dov’eravamo, cosa stavamo facendo mentre supplicavano il nostro aiuto».

Le violenze diventano in questo romanzo lo specchio di una società che è sorda, cieca e muta quando non dovrebbe esserlo. Una società che mette tra le proprie priorità cose futili e banali piuttosto che riflettere, aprire gli occhi, leggere oltre la coltre di ipocrisia, noncuranza e disgusto che annebbia la visuale.

Sandro Tanzi sarà costretto a spostare quella coltre – oltre la quale crede di trovare l’amore – e a guardare oltre, a guardare a fondo e a pagare le conseguenze di quella visuale postuma e senza veli. È costretto a fare i conti con il proprio passato, con il proprio presente e, soprattutto, con il proprio futuro, a rivedere il suo modo di essere, di vivere, di pensare e di rapportarsi con il mondo che lo circonda, ad affrontare le paure più recondite dell’essere umano.

Sandro e Angelica saranno i custodi di una verità troppo pesante da portare sulle spalle e ancor più pesante da portare nel cuore; saranno, seppur in modo diverso, i capri espiatori degli errori commessi da altri, riveleranno a se stessi l’inettitudine collettiva che li lascia impotenti di fronte a disegni di vita così mal orchestrati e troppo spesso ignorati. Una lettura che ci spinge ad assumerci la responsabilità di quello che, adulti, lasceremo ai bambini, che ci porta a confrontarci con quello che temiamo e che non sappiamo affrontare.

La storia dell’intreccio di vite di Sandro e Angelica, narrata da Davide Grittani, diventa un romanzo di formazione per adulti, un romanzo di quelli che formano la coscienza di chi ce l’ha.

Flora Fusarelli

(Davide Grattani, La bambina dagli occhi d’oliva, Arkadia, pagine 186, € 15,00)

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