American Psycho, la letteratura nell’estetica del nulla

«Ho tutte le caratteristiche di un essere umano: carne, sangue, pelle e capelli. Ma non un solo, chiaro e identificabile sentimento, a parte l’avidità e il disgusto». Una delle – tante – frasi ipnoticamente crudeli di American Psycho, di Bret Easton Ellis, che ha da poco compiuto 30 anni. Succede che ogni tanto l’America – vuoi con la musica, il cinema o la letteratura –  si prenda due schiaffi in faccia. Di quelli che fanno male, però. È il caso di questo romanzo.

Lo lessi tutto d’un fiato volando in Australia per lavoro, incuriosito da quel giovane americano che qualche anno prima, a 21 anni, aveva debuttato col folgorante «Meno di zero». La storia: Patrick è un broker di Wall Street tutto casa – nello stesso palazzo dove abita Tom Cruise -, coca e ristoranti di lusso, che ha trovato nell’omicidio (con dovizia di efferatezze) la ragione di un’esistenza altrimenti votata al nulla.

Un giovane bello e ricco, che all’insegna di opportunismo ed ipocrisia, in una sorta di allegoria dell’Inferno dantesco («Lasciate ogni speranza voi ch’entrate» ne è – non casualmente – l’incipit), declina i giorni nell’estetica del nulla.

Un «meno di zero» che – da novello Alex di «Arancia meccanica» – conquista la posizione eretta del vivere con l’ossatura della violenza fra yuppy e modelle, in una New York segnata da un’estetica che diventa etica del male: unico – possibile – rifugio da una noia altrimenti insostenibile. Un edonismo coerente con quell’America reaganiana del ritorno al privato (egoistico), e che se dopo il West e le grandi pianure Sioux ha conquistato perfino la Luna, è tuttavia rimasta imbrigliata nelle sue pulsioni materialistiche, egoistiche, razziste: tutti «pregi» che Ellis restituisce ai connazionali con magistrale ferocia. Benvenuti nelle «120 giornate di Sodoma» della NY anni 80. (E non vi aspettate finali: tantomeno happy).

Pino Casamassima

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Un pensiero su “American Psycho, la letteratura nell’estetica del nulla

  1. Ho ancora incollate nel cervello scene terribili. Ora mio figlio sedicenne vuole leggerlo ma non ha ancora iniziato perché sistematicamente io lo sposto dal suo comodino sulla scrivania e lui è troppo pigro.

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