L’Italia e i suoi antichi mali

Ecco un libro che la classe dirigente dovrebbe leggere, dalla prima all’ultima pagina. Più che di un libro si tratta dell’annuale indagine del Censis, del rapporto sulla situazione sociale del paese nel 2021, tanto più importante in quanto segue due anni di pandemia.

Cinquecento densissime pagine comprensive di considerazioni generali e di analisi per settori: dal lavoro alla sanità, dal welfare all’istruzione, dalla rappresentanza all’economia.

E’ il 55esimo Rapporto: risale infatti al 1967 la messa a punto da parte del celebre istituto di ricerca di questo articolato strumento di interpretazione della società italiana, delle sue debolezze, dei suoi cambiamenti e delle sue prospettive.  Uno strumento che negli anni è diventato la memoria storica dell’Italia, un documento sociologico ricchissimo di dati e di informazioni, una bussola per il futuro.

Senza entrare nei dettagli, il quadro che emerge quest’anno è quello di “un paese prigioniero delle sue fragilità” che, al di là delle “narrazioni di vertice”, fa fatica a trovare una sua strada.

Non che manchino spinte in avanti, ma esse appaiono talvolta disordinate e prive di una visione unitaria. E se il paese pare progredire, lo fa tra mille difficoltà e contraddizioni, carico ancora di ingiustizie, di ritardi, di disuguaglianze, di interessi corporativi, di una coscienza collettiva ancora troppo bassa, soprattutto se confrontata con le sfide indotte dalla crisi perenne, dall’emergenza sanitaria e dall’abbattimento psicologico.  Particolarmente interessante, soprattutto per gli operatori della conoscenza, il capitolo sui divari di genere e territoriali che “la scuola non riesce a contrastare”.

Un paese orizzontale con qualche sussulto di verticalità, non fermo ma lento nella transizione verso il nuovo, timidamente aperto al rischio ma trattenuto dalla paura.

“Nel guado della crisi tutti sembrano credere nell’azione taumaturgica del potere pubblico, del governo dei migliori, della promessa di una crescita costante e duratura; nessuno si azzarda a dire che l’approccio da economia sussidiata e il consolatorio rifugio in traguardi indistinti e iniziative opache sono anche una forma di autodifesa dal dover prendere coscienza degli antichi mali”.

Un quadro non sconfortante, dunque, transitorio ma irrisolto, ben lontano dal libro dei sogni che ogni giorno leggiamo sulla grande stampa mainstream.

Stefano Cazzato

(Censis, Rapporto sulla situazione sociale del paese, 2021, Franco Angeli, pp. 483, euro 44.00)

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