Mi ricordo gli anni Ottanta (Rubrica a cura di Roberto Saporito)

Mi ricordo che avevo una passione particolare per il gruppo americano dei Cars che realizzavano un pop-new-wave tutto loro, combinando perfettamente chitarre e tastiere… mi ricordo una serie di ottimi dischi, dal primo omonimo fino ad “Heartbeat City”… mi ricordo che realizzavano dei video molto eleganti…

Mi ricordo quando Vince Clarke ha abbandonato i Depeche Mode per formare un nuovo gruppo, gli Yazoo… mi ricordo che erano in due, Vince Clarke alle tastiere e la “enorme” (in tutti i sensi) Alison Moyet al canto… mi ricordo che Alison Moyet aveva una voce sublime… mi ricordo in particolare due canzoni “Don’t go” e “Only you”… mi ricordo di aver pensato che se dalle varie “defezioni” e scioglimenti di molti gruppi new wave i risultati fossero stati tutti di quel livello, c’era da “augurarsi” maggiori defezioni e scioglimenti… ma, purtroppo, non è stato così, se non in rarissimi casi…

Mi ricordo di aver scoperto la tequila bum bum nel film “Betty Blue” di Jean-Jacques Beineix… mi ricordo che nello stesso film ho “visto” il mio primo “chili con carne”… mi ricordo una Beatrice Dalle seducente ed intrigante e folle e tragica in “Betty Blue”…

Mi ricordo che in realtà il film “Betty Blue” si intitolava “37° 2 le matin” come l’omonimo (e altrettanto bello) libro dello scrittore francese Philippe Djian… mi ricordo con sommo rammarico il fatto che in Italia i libri di Philippe Djian (per anni) non li abbiano pubblicati…

Mi ricordo la prima volta che ho mangiato il “chili con carne” (buono e piccantissimo)… mi ricordo che è successo in un ristorante messicano di Nizza (Francia)… mi ricordo che il ristorante si chiamava (e si chiama tutt’ora) “Poco loco”… mi ricordo, anche, la quantità “industriale” di margarita (buonissimi) bevuti da “Poco loco” a Nizza… mi ricordo anche il mescal col “verme” che nuotava nella bottiglia…

Mi ricordo l’elegante Sade e il suo primo disco “Diamond life”… mi ricordo la sua voce sensuale supportata da una musica raffinata e “perfetta”… mi ricordo in modo particolare la canzone “Smooth operator”… mi ricordo con vero piacere Sade…

Mi ricordo la prima volta che sono andato a Barcellona… mi ricordo che lì avevano solo birra San Miguel… mi ricordo che io odiavo la birra San Miguel… mi ricordo che la seconda volta che sono andato a Barcellona ho trovato che la birra San Miguel non era poi così male…

Mi ricordo quando trascorrevo le mie estati al mare ad Albissola… mi ricordo che stavo al mare da giugno a settembre… mi ricordo che diventavo “nero” in maniera impressionante… mi ricordo che l’abbronzatura mi durava praticamente tutto l’inverno…

Mi ricordo un viaggio a New York… mi ricordo di aver girato in quei giorni sempre col naso all’insù… mi ricordo la vista mozzafiato dalle Twin Towers e quanto gli altri grattacieli apparissero “bassi” in confronto… mi ricordo il “negozio” coloratissimo di Keith Haring… mi ricordo il rigoroso MOMA, il suggestivo Guggenheim e il mitico (e enorme) Metropolitan (dove ho visto un quadro di Jackson Pollok incredibile)… mi ricordo di aver soggiornato al Paramount Hotel (sulla 46th street, all’incrocio con Broadway), hotel che la prestigiosa rivista Vanity Fair ha definito “l’unica vera attrazione della città”, l’hotel riprogettato e arredato da Philippe Stark, peccato che io sia stato al Paramount Hotel “prima” che Philippe Stark lo riprogetasse e arredasse, “prima” che diventasse l’indirizzo più “trendy” di New York, “prima” che venisse “restaurato” … mi ricordo un “ristorante” (tipicamente americano) Howard Johnson’s in Times Square dove ho bevuto uno dei margarita più buoni di tutti i tempi… mi ricordo gli hot-dogs al chili a Central Park… mi ricordo i tramonti intravisti in fondo alle “streets” verso il fiume Hudson… mi ricordo, una sera, la Quinta Strada deserta… mi ricordo di aver comprato un’audiocassetta dei R.E.M contenente solo due canzoni (una sorta di “45 giri” su cassetta, mai viste in Italia)… mi ricordo di aver comprato in una libreria il libro “From Rockaway” di Jill Eisenstadt, solo perché la “quarta di copertina” era firmata da Bret Easton Ellis… mi ricordo di non averlo mai letto quel libro…

Mi ricordo che mi sarebbe piaciuto vivere a New York…

Mi ricordo quando mi sarebbe piaciuto vivere a Parigi…

Mi ricordo che poi mi sarebbe piaciuto vivere a Barcellona…

Mi ricordo che mi sarebbe piaciuto anche vivere a Venezia…

Mi ricordo che mi sarebbe piaciuto vivere “ovunque”, tranne dove vivevo… e dove continuo a vivere…

Mi ricordo che ricordavo a memoria i nomi dei componenti di buona parte dei gruppi musicali che mi piacevano, come altri, probabilmente, si ricordano i nomi dei giocatori delle squadre di calcio…

Mi ricordo il disco “Alles ist gut” dei tedeschi D.A.F (acronimo dell’indicibile Deutsch Amerikanischen Freundschaft)… mi ricordo che erano in due e facevano una musica elettronica veramente “potente”, come se i Soft Cell avessero deciso di “suonare” come i Suicide…

Mi ricordo due canzoni sublimi “Uncertain Smile” e “This is the day” di Matt Johnson (ma sotto la “ragione sociale” di The The)… le ricordo insieme, non riesco a dividerle, come se una non potesse esistere senza l’altra, o qualcosa del genere…

Mi ricordo quando un settimanale locale ma “potente” della mia “piccola città” mi ha pubblicato il mio primo racconto…

Mi ricordo il gruppo di Firenze Pankow che canta in un crescendo di tastiere “assassine” e veloci drum machine “God’s Deneuve”… mi ricordo di averli visti in un concerto veramente emozionante…

Mi ricordo la faccia buffa e stralunata di Carlos Peròn, il cantante del gruppo di musica elettronica svizzero Yello… mi ricordo i loro video assolutamente “fuori di testa”…

Mi ricordo un gruppo new wave che arrivava dal Belgio…mi ricordo che si chiamavano Names… mi ricordo il loro disco “Swimming” come uno dei più belli di quegli anni…

Mi ricordo un concerto dei Monuments (gruppo di musica elettronica di Torino, un bell’incrocio tra Soft Cell e DAF) presso la facoltà di ingegneria (solo la musica new wave poteva farmi “entrare” nella facoltà di ingegneria) di Torino, presentati, in una sorta di “lezione-concerto” da Alberto Campo…

Mi ricordo il disco “Steve Mc Queen” degli eleganti Prefab Sprout… mi ricordo la loro splendida canzone “Appetite” come si ricorda, che so, un tramonto sul mare in un giorno di fine estate… o qualcosa del genere…

Mi ricordo “Caffè Bleu” degli Style Council… mi ricordo la splendida canzone “The Paris Match”… mi ricordo che per “associazione di idee” ogni volta che ascoltavo quel disco pensavo a Parigi…

Mi ricordo una notte in cui, con la scuola di giornalismo, sono andato a visitare la sede del quotidiano di Torino “La Stampa”… mi ricordo che dopo la visita, insieme a un mio compagno di corso, abbiamo “visitato” tutte le birrerie della città, fino all’alba… mi ricordo che all’alba siamo entrati nel retro di una panetteria, in piena attività, e ci siamo fatti vendere dei croissant caldi e profumati appena sfornati… mi ricordo Torino di notte, deserta e bellissima…

Mi ricordo un altro bel disco: “Rattlesnakes” di Lloyd Cole and the Commotions… mi ricordo che “suonava” proprio bene…

Mi ricordo un disco (che tutti dovrebbe ascoltare almeno una volta nella vita) unico: “The Nightfly” di Donald Fagen…

Mi ricordo (e sempre restando in tema di dischi unici e inimitabili) il sorprendente “Night and day” di un allampanato Joe Jackson…

Mi ricordo il “nuovo pop elettronico” dei sempre uguali (e in questo caso vi assicuro che è un pregio) ma mai banali Pet Shop Boys… mi ricordo una canzone in particolare: “West End Girls”…

(Continua…)

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