Le realtà possibili

Attilio del Giudice

(racconti inediti dalla serie Il coinvolgimento del lettore)

15 pensieri su “Le realtà possibili

  1. Grande Attilio del Giuduce ! È capace di portarti sull’ottovolante della sua impareggiabile fantasia per poi lasciarti solo a terra a far i cibti con la realtà, in piena crisi di astinenza di lui.

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  2. Tutto e’ possibile! Attilio Del Giudice ha descritto molto bene la natura umana sempre alla ricerca della verita’ ma sospesa tra realta’ e sogno. Al lettore il difficile compito di trovare la soluzione evitando possibilmente di immedesimarsi nei personaggi per dare alla storia l’esatta definizione che merita

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  3. letto tutto d’un fiato. L ‘autore ha la capacità di prendere per mano il lettore e portarlo dentro il racconto. lo fa con la naturalezza di chi sa usare magistralmente la penna.

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  4. Un finale aperto che lascia al lettore l orientamento di una scelta modulata da affinità empatiche. Il racconto ha catturato la mia attenzione per il climax dei colpi di scena… costruiti (nel racconto) secondo me, dalla mente paranoica con deliri persecutori della protagonista L unico dato reale è un marito che ha comportamenti gravemente offensivi e lesivi della dignità… dal quale basterebbe separarsi. Tutto il resto è una iperbole psicotico-mentale Questa è il finale che ho scelto in questa storia avvincente seppur breve. Attilio del Giudice, nelle sue narrazioni brevi ha, tra le altre, la capacità di chiudere le storie ma di lasciare spazio alla fantasia nel proseguire ad immaginare e pensare. Complimenti!

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  5. Attilio del Giudice compone con “Le realtà possibili”, un racconto crudelmente morale, che si nutre di sentimenti d’assassinio per venir fuori da una realtà che non si desidera elaborare, ma far incattivire, al punto forse da diventare irrecuperabile. L’opera è aperta, ma il destino serrato e nero dei personaggi è salvato dal sorriso divertito dell’autore, dalla rapinosa abilità della scrittura.

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  6. Attilio invita sempre a riflettere oltre le apparenze. Noi siamo come lui ci descrive, senza perbenismi né pudore. Attilio ha la capacità di narrare vicende verosimili e stimolare ragionamenti che si spingono oltre la trama del racconto.
    Quando una storia rimane nella testa per un po’, sedimenta e induce al ragionamento, vuol dire che abbiamo avuto la fortuna di incontrare un grande scrittore, capace di smuovere e stimolare le coscienze.

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  7. Ho una passione per i racconti brevi e mi sono lasciata portare dalla curiosità. È stata una bellissima sorpresa. Il racconto è originale ,e la scrittura limpida e pulita. È stata una lettura molto piacevole

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  8. Infinite follie e paranoie, di lei, ma anche di lui. Offese e paure, luoghi della coppia, quando la noia si fa strada,
    Diciamo la verità, “o psicologo nun so scorda o test” e come sempre tu sai essere sottile e fino, intrigante

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  9. Carissimo Attilio, leggo sempre i tuoi scritti con molto interesse e tutti d’un fiato perché la tua prosa, così asciutta ma coinvolgente, non lascia spazio ad interruzioni.Grazie di cuore per avermi inserita tra i tuoi lettori.Ne sono orgogliosa!Un caro abbraccio

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  10. Ancora un racconto che scava nella profondità della psiche umana, mettendo in risalto tutte le contraddizioni che la agitano e che rendono incarbugliata e complessa la vita reale. La protagonista del racconto avrebbe potuto scegliere semplicemente l’interruzione della realazione col marito, invece mette in azione la sua crudele fantasia sognando di punirlo uccidendolo. Comunque stiano le cose tra il marito e la sua amica, la sua reazione ci mostra quanto sia imprevedibile l’effetto che una frase offensiva e dei sospetti possano creare nella mente e nella psiche di una persona.

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  11. Quanti dubbi e quanti perché…i complessi di colpa poi sono la ciliegina imbalsamata nel tempo. Ci guarda e punta il dito.
    Io penso che tante amicizie vere e sincere siano finite per questi motivi. Penso che la carne è debole, e che l’animale che è in noi, alla fine la fa da padrone insieme all’egoismo. Penso che poi in ogni storia c’è un perché. Lei chi era? Una sbandata di passaggio. Una femmina tentatrice. Voi due amici? Amici sul serio? Io non credo. Pensavate di esserlo ma alla prima prova è tutto caduto in mille pezzi. Se fosse stata un’amicizia vera non sarebbe successo …o forse sì ma per qualcosa di molto più importante.
    E poi penso che il nostro maestro Attilio è sempre un grande perché sa toccare le corde più profonde dell ‘anima facendole vibrare a suon di arpa.
    Siamo umani ed accettiamoci per quel che siamo, nel bene e nel male. È retorica la mia, ma nessuno è perfetto e tutti sbagliamo.
    E come sempre grazie Attilio per i tuoi tanti colorati coriandoli di vita.

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  12. Fantasia sfrenata per aprire diverse possibilità di sviluppo alla vicenda narrata. E chi può sapere la verità? L’unica certezza è una donna offesa con volgarità, forse tradita. Ma basterebbe già il tradimento che si fa all’amore quando si offende l’essere che non si ama più. E, come suol dirsi, non c’è inferno peggiore di una donna tradita.

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  13. mi è venuta in mente una battuta di un film, credo woody allen: ma se non mi innamoro della migliore amica di mia moglie di chi mi devo innamorare?
    sono così complesse le relazioni. e ancora di più le reazioni. siamo degli sconosciuti, gli uni rispetto agli altri. questo ci rende ancora più soli. e mistero per noi stessi.

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