Il dolore, la vita quotidiana e i suoi passaggi

Nel suo nuovo e avvolgente romanzo Adesso che sei qui Mariapia Veladiano ci racconta della malattia di Alzheimer che colpisce la signora Camilla, di come entra in famiglia, getta lo scompiglio, destabilizza nel dolore e però salva le persone che la circondano facendole essere complici, infermiere e amiche e felici di essere al mondo. E queste persone, spesso donne di cura e compagnia, che arrivano anche da luoghi lontani del mondo senza essere straniere, riflettono, s’ingegnano e comprendono la delicata situazione fino ad assecondare la malattia e giocare, ridere, cantare con zia Camilla. Tutto il romanzo ruota intorno a lei che ci viene raccontata dall’amata nipote Andreina. Una nipote che, per le trame della vita, è quasi figlia: Non era mia madre ma io ero sua figlia. Ed è lei che ci dice dall’esordio improvviso della malattia che svuota la zia dei suoi requisiti di donna saggia e operosa, di persona che ha conosciuto il dolore di non essere madre, eppure ha saputo amare con pienezza.

Adesso che sei qui è un romanzo dei giorni nostri, del confronto con la malattia e del tentativo di non esserne annichiliti. Prima conoscendola con la regola delle quattro A: Amnesia, perdere la memoria; Afasia, non riuscire a trovare le parole giuste; Agnosia, non riconoscere persone e luoghi; Aprassia, difficoltà nel fare gesti semplici. E poi provando ad arginare, comprendere, assecondare con piccoli e grandi stratagemmi della vita quotidiana. E parlando, sempre.

“Tempesta” dice zia Camilla guardando fuori dalla finestra i tralci delle viti tormentati dalla grandine.

“Un temporale estivo, zia” le rispondo.

“Tempesta come nella mia testa” dice.

“Finisce presto, zia” la rassicuro.

“Sì, ma dopo restano tutti i buchi” risponde.

Tante perle in questa storia, come il dialetto trentino, che compare tra le pagine simile a un segnavia di montagna e ci porta a un mondo contadino che resiste nella memoria delle famiglie come negli orti vicino alle case. Ed è nell’orto che si può trovare la quiete del fare, del ricordare, dello stare al sole. Adesso che sei qui è un romanzo che prende posizione: C’è questa idea, mito, folle autoconvinzione che la vita sia vita solo se si riesce a ignorare la sua fragilità. Ma la fragilità, con tutto il suo disordine, è la verità delle nostre vite. La vita è sempre fragile e disordinata. Ecco la verità.

Questo è un romanzo che, pur narrando il dolore e la decadenza di un corpo e di una mente, porta fiori e primavera.

Antonio G. Bortoluzzi

(Mariapia Veladiano, Adesso che sei qui, Guanda, pagine 272, € 18,00)

(Antonio G. Bortoluzzi scrittore, premio Gambrinus-Mazzotti della montagna, finalista Premio Calvino, i suoi articoli sono pubblicati sulle pagine culturali dei quotidiani del Nordest e su riviste nazionali. L’ultimo romanzo è Come si fanno le cose (Marsilio).

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