i versi essenziali di Nunzia Bianco Sala

«Qualcuno aveva definito la poesia come una sorta di stregoneria, perché trasmette idee per mezzo di parole, che pure queste idee non le esprimono» queste belle parole le ha dette Nunzia Bianco Sala, una poetessa notevole, una voce radicata nel Sud e del Sud che nella città in cui sono nato, quando muovevo i primi passi bella poesia, lei c’era con la sua voce umile e autorevole.

Nunzia è scomparsa qualche giorno fa e oggi apro ancora i suoi libri che mi trasmettono sempre quelle sensazioni profonde della lettura degli anni giovanili di formazione.

La sua poesia di versi essenziali  è sempre stata scavo nel mistero dell’essere.

Poesia della penombra, pubblicato da Lacaita nel 1986, è una raccolta di versi essenziali in cui la poetessa si muove con le parole giuste (quelle che provengono da una sottrazione del magma) per scandagliare la vita come ci si inabissa nei fondali di un acquario.

All’ombra secolare dell’ulivo eterno, simbolo di quel meridione che Nunzia tanto amava, la poetessa è unica nello scandagliare a fondo le sensazioni di un vissuto universale.

Il linguaggio dei suoi versi è sempre chiaro e limpido: ai significanti preferisce sempre i significati. Dalla sua ricerca sono banditi i giochi di parole. Quello che conta è il pensiero che diventa poesia, sempre chiara e essenziale.

Parole nude per un dettato poetico nudo, questa è la poesia di Nunzia Bianco Sala che non rinuncia mai alla naturalezza del poeta tanto cara a Mario Luzi.

Sono belle e rarefatte le immagini che Nunzia Bianco Sala ci dona nei suoi versi e vengono tutte da quella penombra dell’anima dove tutto accade per essere manifestato.

Nunzia Bianco Sala ha coltivato meravigliosamente il giardino interiore della poesia.

I suoi versi essenziali ancora oggi mi incantano. Le sue parole colpiscono nel segno, perché sono sempre giuste e provengono da un cuore messo a nudo.

«La poesia diviene un modo per liberarsi dall’inconscio, per districare la matassa, con in più un’essenza ammiccante».

Queste sue parole ci dicono molto e adesso che lei non c’è più le custodiamo gelosamente insieme alla sua poesia che ha sempre scavato nella penombra per portare in superficie la luce.

Nicola Vacca

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