AIACCIO EPICO

Un tipo strano Aiaccio mattina e sera sempre carico di stupore

troppo ricco per essere descritto con una battuta di colore

la mattina si alza presto va a passeggiare per dissipare già

nell’aria gelida il cattivo umore è di poche parole Aiaccio

scrive di getto quel che gli viene e poi sta zitto per ore

ama osservare il silenzio le ombre apparenti nella notte

guidare dicendo la verità senza ipocrisie a fari spenti

Aiaccio è primordiale in lui si scatenano passioni

che circolano fuori controllo senza sentire né capire

discende negli inferi e assiste impotente al suo strazio

è un uomo buono sazio di vizio chiede sempre perdono

pur ancora non credendo in Dio tempo fa dimenticò l’io

ingrato non lo ha più ritrovato tra la sua reale umanità

avvertiva la differenza individualista dei modi l’ostilità

con goffaggine magari ripagherà chi lo conforterà

Aiaccio è autentico più grande della sua povera vita

non ha una grande idea dei suoi fratelli – Chi? Quelli? –

Può sembrare antipatico a volte persino ingrato

ma non vuole accompagnarsi con chi non lo merita

Aiaccio è un uomo alto pelato dicono affascinante

così lo definisce la gente non teme di invecchiare

le rughe in faccia le definisce pelle arata dalla vita

ha un disturbo non diagnosticato si definisce normale

Aiaccio è minore liberamente ispirato vivo e vegeto

a pranzo mangia tanto la sera digiuna non ha vie di mezzo

vive le cose con i piedi a suo modo senza mezzi pubblici

non lo sa come precipita nel caos ma alla fine ci sta bene

non vuole parlare delle sue quotidiane esperienze sessuali

a un primo sguardo potrebbe sembrare solitario e depresso

infatti è così angustiato da pensieri e altrettanti problemi

un tormentato dalla vita insomma ma armato come si deve

contro ogni morte sempre a battagliare non si annoia mai

le relazioni con gli altri sono complesse un po’ complicate

d’estate non va al mare gli piace osservarlo da lontano

dal terrazzo dove può vedere anche i suoi amati Sibillini

Aiaccio inappetente ai quattrini mangia e beve l’aria fresca

se ne infischia semplicemente di chi lo adora e di chi lo desta

non ci pensa ad esaltarsi né a buttarsi giù gli basta quel che è

lui è teso a conquistarsi e mantenersi quella specie di lucida follia

che nel tempo il destino gli ha cucito addosso ne esalta le pose

Aiaccio sa come vanno certe cose tutto sommato è un attore

il mondo purtroppo ha la sua necessità di rappresentazione

la finzione non gli appartiene ha smesso di fare inutili domande

porta avanti il suo canovaccio di allucinazioni e nessuno chiede

forse a Natale qualche angelo di gesso che per lui si rianima

Aiaccio quando sta sovrappensiero è simpatico canta e balla

davanti al camino guarda le scintille del fuoco e si immedesima

è così bambino e anziano allo stesso tempo che fa tenerezza

Aiaccio desidererebbe una carezza ma è raro che la riceva

eppure sa di essere amore figlio fratello marito padre fidanzato

si è giocato tutta la vita a cercare e dispensare il sentimento

e invece più dolore e tormento ha ricevuto neppure recitato!

Aiaccio è un tutto stabilito è l’infinito irrisolto e incompreso

eppure spesso si approssima disdice quel che non vuole

eppure appare impudente dispensato perché inesplicabile

quando smette d’essere insensato gli amici cari esultano

Aiaccio non si arrenderà mai in realtà sarà un testimone

dell’intimità cieca che niente e nessuno potrà mai sottrargli

anche sparendo per ore per una poesia invisibile migliore

Aiaccio parla un po’ alla volta tira fuori ma non si ascolta

il suo comportamento non è certo ordinario lui si definisce

fuori orario eppure è sempre puntuale nell’andare e partire

Aiaccio non si lascia definire le sue sfumature sono profonde

nessuno potrebbe tirarle fuori in maniera modernissima

lui così almeno vorrebbe per farle passare inosservate

una complessità tutta nuova la sua con effetti particolari

la sua inquietudine talvolta è ribollente se la lascia andare

sciolta per strada chi la attraversa può rimanerne scottato

Aiaccio sa di essere anch’esso materia banale della vita

ma allo stesso modo di essere mediocrità in rapimento

elemento extrascenico di impossibile rappresentabilità

Aiaccio sente ingombrante la figura trasparente di Dio

indiscutibilmente riconosce ma non vuol farsi condizionare

prova a bestemmiare ma non lo crede nemmeno il demonio

Aiaccio è contro il mercimonio lui vola più in alto che può

spesso si sente un deltaplano ma anche sabbia che veloce

scende e plana in fondo alla clessidra non è pessimista

confida sempre in qualche cristo che per grazia la rigirerà

Aiaccio ha il vizio di paragonarsi a Lazzaro il miracolato

uscire dall’oltretomba del fortilizio per lui è gradito sfizio

gode sentirsi ammirato è consapevole della sua eccentricità

Aiaccio sa che c’è un enorme differenza tra gioire e sentirsi

profondamente infelici ma non lo mostra con le emozioni

per un senso di pudore o forse per paura d’essere crudele

a volte vorrebbe mandare a fanculo tutto ma poi non scappa

convive con ciò che gli ruota attorno e a suo modo lo ama

Aiaccio vorrebbe curare e risolvere tutti gli infiniti problemi

del mondo e dell’esistenza immagina la sua inconsistenza

non si sposerà mai anche se ha avuto figli odia le cerimonie

è affascinato dall’orientalismo mistico adora gli animali sacri

Paraculo? Forse sì a lui piace stare ed oltrepassare il confine

Aiaccio sa che come tutti gli uomini è un po’ marcio dentro

ma sa non di essere pericoloso e nemmeno del tutto inutile

contamina quello che può con la sua sorprendente innocenza

una benemerenza forse folle ma più che mai rivoluzionaria

dell’uomo valoroso che spara addosso amore e fa arrossire

la politica sociale il chiacchierare inutile l’intera umanità

si saprà un giorno che Aiaccio era un mondo variopinto

di rituali desueti e di anarchiche tensioni vivaci mal sopportate

forse anche invidiate non ascoltate passate inosservate ai più

Aiaccio è uno strategemma di Dio come altro lo si può definire?

Bisognerebbe scriverci un romanzo invece che un poemetto

gli sta stretto questo fuocherello d’artificio illecito d’inferno

di getto scorre la sua parodia tra poche bestemmie e così sia

sulle lame dello spunto del disincanto della fantasia contorte

Aiaccio corre a perdifiato verso un senso di libertà tutto suo

lo guadagnerà spontaneamente inconsapevole della morte.

il Clamorosissimo

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