La passione di Brecht per il racconto

Che il massimo drammaturgo tedesco di metà Novecento si fosse dedicato anche alla narrativa breve, e non in modo sporadico, è forse cosa non troppo nota.

Sono trascorsi più di sessant’anni da quando in Italia apparve una prima raccolta di racconti di Bertolt Brecht (Storie da calendario, Einaudi, 1959), cui seguì la comparsa di pochi altri testi non prima però di almeno tre decenni. A queste ormai datate e presumibilmente dimenticate pubblicazioni si aggiunge ora Barbara, tra i titoli più recenti delle Edizioni Via del Vento per la collana «Ocra gialla», dedicata agli scritti inediti a rari del ventesimo secolo. Pubblicato lo scorso luglio, il volumetto, a cura di Vincenzo Ruggiero Perrino, racchiude cinque storie finora mai tradotte in lingua italiana e risalenti per lo più agli anni Venti: Storia su una nave (1921), La rivelazione (1920), La risposta (1924), Barbara (1926) e Gaumer e Irk (1938); tra questi, soltanto il secondo e l’ultimo non comparvero mai durante la vita dell’autore, mentre i restanti tre vennero accolti tra le pagine dei giornali dell’epoca.   

Tutti i racconti sono in verità piuttosto brevi, ma non privi di interesse poiché – come sottolinea il curatore della raccolta – “riflettono ispirazioni e stili differenti”. È senz’altro coinvolgente, la scrittura di Bertolt Brecht. Coinvolgente e abile, fin da ogni singolo incipit, nel suscitare la curiosità del lettore che viene subito trascinato nel cuore di vicende già in atto, delle quali non si conosce il prima né, in verità, si conoscerà il dopo che, seppur intuibile (o forse no), resta come sospeso in una sorta di finale aperto dove la maestria di chi scrive, mettendo la parola fine, sembra quasi compiacersi dell’incertezza lasciata nella narrazione.

Si passa dalle atmosfere apparentemente più grevi e drammatiche (come quelle a bordo della nave in balia del vento) ad altre più leggere, a tratti quasi ilari (come quelle durante e, soprattutto, dopo la corsa in auto nel bel mezzo di un bosco «nero come il peccato»); ci sono persino quelle che, ne La risposta, richiamano alla mente la struttura di una fiaba, con tanto di tormentato e volontario vagabondare a causa di imprevisti rimorsi di coscienza. Decisamente inquietante, invece, risulta l’aria che si respira ne La rivelazione (dove si fa riferimento a un fatto di cronaca nera del 1919, mentre «i neri comignoli trafiggevano il cielo») e, ancor di più, nel racconto di chiusura che, al pari dell’altro, rimase inedito nel cassetto dell’autore; Gaumer e Irk spicca in modo particolare tra tutti i testi qui raccolti, forse ancora più di quello che dà il titolo a questa pubblicazione, per via dell’atmosfera davvero kafkiana che si svela ben presto pervadendo dall’inizio alla fine pagine in cui angoscia e malvagità altro non riflettono se non la deriva di quei tempi che si facevano sempre più bui. Era, infatti, il 1938: il bubbone nazista, al potere ormai da un lustro, stava per esplodere violentemente nel vecchio continente e l’esiliato drammaturgo vedeva nel dramma allucinante dei suoi personaggi ciò che a poco a poco era già in atto. La Storia, quella più brutale, avrebbe superato di gran lunga ogni fantasia.

Nato in Baviera nel 1898 e morto all’età di cinquantotto anni nella Berlino Est della guerra fredda, Bertolt Brecht si dedicò con grande passione alla scrittura di racconti brevi, anche se riuscì a pubblicarne un’unica raccolta soltanto nel 1949. Tuttavia, è presumibile che la stesura di questi scritti, a giudicare dalla quantità di materiale inedito apparso dopo la sua morte, sia proceduta pressoché parallela a quella dei più noti testi destinati alla rappresentazione scenica; a chi conosce nel suo insieme l’opera brechtiana, infatti, non sfuggiranno i punti di contatto, tramite scene e personaggi, con alcuni lavori teatrali.

Un libriccino prezioso, questo pubblicato dalle Edizioni Via del Vento, casa editrice pistoiese che dagli anni Novanta rende disponibili piccoli grandi gioielli letterari attraverso un pregevolissimo lavoro editoriale. A Brecht, all’interno della medesima collana, era già stato dedicato un altro volumetto (il n. 65): La Bibbia, contenente due atti unici del periodo giovanile inediti nel nostro Paese.

Laura Vargiu

(Bertolt Brecht, Barbara, Edizioni Via del Vento, 2020, pagine 44, € 4,00)

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