Chi non ha mai letto Paul Verlaine è uno stolto!

“C’è condanna peggiore\di non sapere perché,
senz’odio, e senz’amore,\ha un cuor tanto dolore?”

Paul VerlaineSenza amore e senza odio

Paul Verlaine non è stato soltanto il “poeta maledetto” per eccellenza, l’8 Gennaio del 1896 se ne andava per sempre la prima voce di un movimento che ha fatto la storia della poesia, influenzando nei secoli l’intero mondo. Verlaine era diventato uno dei maggiori esponenti del Decadentismo, sotto la sua penna, in quella famosa antologia di “Poètes maudits” 1884, aveva riunito un gruppo di amici contro la borghesia per bene. Società borghese contro artisti ribelli, così storcendo il naso molti critici li avevano definiti, ma questo movimento della seconda metà dell’ottocento permetteva a questi poeti di sgretolare per sempre le etichette, di distruggere le ipocrisie letterarie, con l’unico scopo di liberare la propria belva po-etica per scandalizzare le menti dei beipensanti che tanto disprezzavano.

In effetti questo poeta aveva già scandalizzato con alcuni atteggiamenti della sua vita gran parte delle persone vicine a lui, aveva passato la sua giovinezza a Parigi dove aveva seguito degli studi classici, affascinato da autori come Baudelaire, aveva coltivato la sua forte passione per la poesia leggendo anche Parnassio che aveva influenzato la sua prima raccolta “Poemi saturnini” pubblicata a sue spese nel 1866.

Saranno due lutti improvvisi che faranno cadere Verlaine nel dramma dell’alcol dopo la perdita di suo padre e della dolce cugina che tanto adorava, nonostante il dolore e l’anima afflitta pubblica nel 1869 “Le feste galanti” affermando così il suo stile e la sua lirica raffinata. In quel periodo buio, in preda ai fumi dell’alcol, il poeta tenta di uccidere sua madre per ben due volte.

Dopo qualche tempo, trovato un equilibrio stabile, Paul Verlaine si sposa con Mathilde Mauté nel 1870, ma il suo incontro con Arthur Rimbaud distruggerà la sua pace interiore e la sua serenità familiare, sconvolgendo tutti i suoi sensi.

“Noi non ci preoccuperemo di quello che il destino
per noi ha stabilito, cammineremo insieme
la mano nella mano, con l’anima infantile
di quelli che si amano in modo puro.”

Paul VerlaineNoi saremo

I due poeti inizieranno una relazione burrascosa fatta di eccessi e passioni irrefrenabili, dopo aver vagabondato tra Gran Bretagna e Belgio la loro relazione finirà intorno al 1873 a causa di una crisi di gelosia di Paul Verlaine che per disperazione spara un colpo di pistola a Rimbaud ferendolo ad una mano. I due poeti si separeranno, Verlaine verrà condannato a due anni di carcere, nella riflessione di quell’isolamento scriverà la raccolta “Saggezza” del 1880, dopo essersi convertito al cristianesimo.

Uscito di prigione, dopo aver ripreso la sua libertà, con un divorzio alle spalle il poetariuscirà a riprendere le redini della sua vita, grazie alla sua attività intensa di scrittura insegnerà in Inghilterra e in Francia ma dopo quattro anni verrà travolto ancora dal vizio del bere e dagli attacchi di rabbia improvvisa, in quel periodo aggredisce di nuovo sua madre, e dopo la scomparsa di quest’ultima si ritroverà completamente solo, condannato a girovagare tra un ospedale e l’altro per tanti problemi causati dalle sostanze che ha ingerito nel corso della sua vita.

“E me ne vado\ nel vento ostile
che mi trascina\ di qua e di là
come la foglia morta.”

Paul VerlaineCanzone d’autunno

Poco prima di quell’oscuro periodo verrà riconosciuto come il principe dei poeti da un folto pubblico di estimatori delle sue liriche, ma nonostante i consensi e dopo aver dato alle stampe diversi componimenti come “Canzone per lei” 1881, o “I miei ospedali”, “Le mie prigioni” e “ Le mie confessioni”, l’8 Gennaio del 1896 morirà nell’indigenza e nella solitudine, un uomo diviso tra fede e sensualità, un poeta brillante con l’anima in fiamme.       

Fabrizio Raccis

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