Le parole degli altri (Rubrica a cura di Roberto Saporito)

Claudio Piersanti “Venezia, il filo dell’acqua” (Consorzio Venezia Nuova, 2009)

“L’epoca degli editori e degli scrittori, del loro sodalizio, era finita da tempo. Lo proclamò proprio dove la grande avventura era iniziata. Il pubblico preferiva la biancheria intima.” (Claudio Piersanti “Venezia, il filo dell’acqua”)

“New York”, scriveva Parise, “è, insieme a Venezia cui non troppo stranamente assomiglia, la città più bella del mondo. Il mare sulla punta di Manhattan, ha lo stesso odore della laguna.” (Claudio Piersanti “Venezia, il filo dell’acqua”)

“A Venezia si poteva diventare invisibili.”(Claudio Piersanti “Venezia, il filo dell’acqua”) “Il sesto volume della “Recherche” di Proust lo raccontava emblematicamente. Venezia era la bellezza, la bellezza leniva il dolore.” (Claudio Piersanti “Venezia, il filo dell’acqua”)

Non ci vuole intelligenza e cultura, per narrare, si disse, ci vuole umiltà. Per questo gli scrittori diventavano spesso accidiosi: passavano la loro vita segreta in ginocchio.” (Claudio Piersanti “Venezia, il filo dell’acqua”)

“Se il suo destino era quello di scrivere e leggere doveva accettarlo, soprattutto a quel punto della vita, quando i bilanci sono già scritti. Doveva andare fino in fondo, semplicemente perché non sapeva fare altro. Se era stato uno scrittore triste e illeggibile peggio per lui. In fondo i capolavori non erano altro che un insieme di dettagli.” (Claudio Piersanti “Venezia, il filo dell’acqua”)

“Chi ha conosciuto il male davvero sa divertirsi come nessuno.” (Claudio Piersanti “Venezia, il filo dell’acqua”) “Uno sbruffone è sempre l’imitazione ridicola di un uomo autorevole.” (Claudio Piersanti “Venezia, il filo dell’acqua”)

“Una città che non aveva eretto monumenti a nessuno dei suoi molti eroi poteva permettersi di snobbare chiunque.” (Claudio Piersanti “Venezia, il filo dell’acqua) “I misantropi, come i bambini cattivi, non vedono l’ora di diventare buonissimi. ” (Claudio Piersanti “Venezia, il filo dell’acqua”)

“Ecco da cosa fuggiva: fuggiva dagli altri. Non apprezzava la loro compagnia. Poteva avere un amico o un’amica, ma non tanti di più. Quando si radunavano più di due o tre persone si sentiva automaticamente circondato da nemici.” (Claudio Piersanti “Venezia, il filo dell’acqua”)

“Le leggende sono censure, non esagerazioni o invenzioni come si crede.” (Claudio Piersanti “Venezia, il filo dell’acqua”) “Quando se ne andava non salutava le persone, nemmeno quelle che amava, ma soltanto i luoghi e le cose.” (Claudio Piersanti “Venezia, il filo dell’acqua”)

“I romani hanno sempre visto qualcosa di peggio, pensò il Professore.” (Claudio Piersanti “Venezia, il filo dell’acqua”)

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