L’intramontabile fascino del racconto

Non è facile racchiudere in poche pagine una storia, riuscire a condensare in uno spazio tanto ristretto vite, esperienze, emozioni. Seppur si confermi bistrattata e spesso platealmente snobbata da un pubblico di lettori che sembra dimenticare quanti, e soprattutto quali, autori a essa si siano dedicati, quella del racconto è una forma narrativa di tutto rispetto che in Italia meriterebbe senza dubbio maggiore attenzione.  

La raccolta I Pentacuminati dell’abruzzese Eraldo Guadagnoli si rivela una gran bella prova che dimostra la vitalità del genere in questione, supportata, come in questo caso, da scrittori di talento e seri editori ancora disposti ad accogliere nel proprio catalogo il fascino intramontabile della narrativa breve.

Pubblicato nel 2019 dalla Daimon Edizioni, giovane e assai attiva casa editrice con sede a L’Aquila, il libro si compone di cinque racconti, ognuno contrassegnato da un titolo affascinante che rimanda immediatamente alla cultura classica. Cinque storie, come già si anticipa in copertina, “di (dis)ordinario mistero”, nelle quali i personaggi, malgrado siano confinati in uno spazio materiale alquanto angusto (quale può essere quello rappresentato da un limitato numero di pagine), si muovono misteriosamente in contesti di ben più ampio respiro. Nemesi (Giustizia), Lete (Oblio), Ipnos (Sonno), Eros (Amore) e Aretè (Virtù) non sono, infatti, titoli casuali e, dall’alto dei rispettivi miti e concetti greci da essi evocati, gettano uno sguardo molto originale sulla contemporaneità, dove i suddetti archetipi trovano applicazione, in chiave appunto moderna, attraverso persone e situazioni tra le più svariate. “Racconti pungenti” li definisce l’editore Alessandra Prospero nella sua prefazione al libro, sottolineandone così l’acutezza con cui non mancano di stupire il lettore.

E colpiscono, in modo particolare, le due vicende narrate in Nemesi (Giustizia) e Lete (Oblio), con le quali si apre la raccolta e in cui rispettivamente giustizia e oblio si concretizzano infine lasciando per davvero l’amaro in bocca. Tutt’altro che trascurabili risultano anche i tre racconti seguenti, le cui trame si snodano tra un vago senso d’incredulità, sorpresa e singolare atmosfera di mistero che permeano una scrittura matura, piuttosto accattivante e coinvolgente, oltretutto non priva di sottile indagine psicologica. L’abile penna dell’autore tratteggia storie dai contorni per buona parte sfumati e dai finali che restano aperti, intenzionalmente sospesi tra un prima non del tutto intuibile e un dopo che potrebbe essere carico di promesse, così come di amare delusioni. I personaggi di queste vicende, donne e uomini indistintamente, restano a loro volta indefiniti, in bilico tra i sempre classici e immancabili vizi e virtù, tra (apparenti) successi e fallimenti, spesso su scenari di precarietà e non poco dolore.

Nato a Sulmona nel 1974, Eraldo Guadagnoli con questa raccolta è giunto alla sua terza pubblicazione, dopo i romanzi Il colore dell’inganno (Virginia Edizioni) del 2017 e Scacco al re (Cavinato Editore) del 2016, anno in cui ha esordito; studi umanistici e collaborazioni nel campo dell’editoria contraddistinguono il curriculum di questo autore che, seppur dedito alla prosa, non è tuttavia estraneo a interessanti incursioni poetiche.  

In attesa di un secondo libro di racconti, di cui non viene esclusa in futuro la pubblicazione, quella de I Pentacuminati si presenta come una lettura piacevole e non banale, un’occasione da non perdere per gli amanti del racconto di qualità.

Laura Vargiu

(Eraldo Guadagnoli, I Pentacuminati, Daimon Edizioni, 2019, pagine 107, € 10,00)

Un pensiero su “L’intramontabile fascino del racconto

  1. Il racconto di solito non mi attrae perché mi lascia la sensazione di non aver approfondito abbastanza storia e personaggi. Come quando ad una festa ti presentano 20 persone, di cui però alla fine a malapena ricordi i nomi. Probabilmente se approfondissi un po’ di più il genere questa sensazione scomparirebbe, e devo dire che questa raccolta potrebbe essere un buon punto di partenza. Grazie per questa recensione, mi hai incuriosita!

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