La resistenza degli uomini in rivolta

Resistere significa esistere. O viceversa non si può pretendere di esistere senza resistere. Forse in questa affermazione sono categorico ma oggi la vita ci sta scivolando dalle mani perché comodamente seduti sulla poltrona dell’indifferenza abbiamo interrotto il nostro dialogo con la coscienza.

La perdita della coscienza conduce a un smarrimento di ideali e quindi della nostra stessa esistenza.

Se non torniamo a Resistere saremo spacciati e procederemo spediti verso una estinzione clamorosa, di quelle che non lasceranno tracce dell’umano.

Queste ed altre impressioni mi sono venute in mente leggendo Canto è[R]Esistenza, il libro di Gerardo Magliacano, che già dal suo esordio è scrittore resistente, lottatore con le parole sempre dalla parte degli ultimi, uomo in rivolta che nei suoi romanzi ha raccontato le storie di chi con una grande dignità si mette in discussione per un riscatto universale.

In questo libro lo scrittore campano continua la sua attività di resistenza affidando la lotta alle parole della poesia.

Quasi un poema in cui rende omaggio ai resistenti di ieri e di oggi, vivi e morti il cui esempio è una lezione di vita.

Una sorta di Spoon River di uomini e donne che nella loro vita hanno consapevolmente detto sempre quel no che fa la differenza. Versi che incendiano, parole estreme che accendono l’entusiasmo di una lotta che non deve abbassare la guardia se vogliamo restituire al mondo la coscienza di essere mondo.

Parole che diventano gesti e che si schierano dalla parte degli infedeli, degli eretici, concetti estremi senza bavaglio, eresie in versi scritte per testimoniare lo scandalo del libero pensiero e dei suoi portatori sani.

Maglaicano entra nel cuore di tenebra della Storia e con una poesia di impegno civile ci invita a esistere per resistere e a resistere per essere, per costruire un mondo in cui tornino a trionfare alla giustizia e la bellezza.

Il poeta e l’uomo si schierano dalla parte delle parole vilipese, oltraggiate, continuamente molestate, processate e mai difese, che sono il concime necessario per la rinascita di una terra nuova. Solo così torneremo  a splendere  in un  nuovo umanesimo di dignità e di libertà.

Canto è esistere!

Canto è essere:

Uno stare

Accanto.

Canto è [R]Esistere

Dal fango

Nella melma,

Seppellito vivo

Con un basco

Con una stella.

«Ma arte e società, creazione e rivoluzione devono, per questo, ritrovare la fonte della rivolta in cui rifiuto e assenso, singolare e universale, individuo e storia si equilibrano nella tensione più dura. La rivolta non è in sé un elemento di civiltà. Ma è premessa ad ogni civiltà». Queste sono le parole forti e chiare che Albert Camus ha scritto nel suo saggio fondamentale L’uomo in rivolta.

Anche per Gerardo Magliacano la rivolta è premessa ad ogni civiltà. Prendiamo tra le mani questi suoi canti di [R]Esistenza e diventiamo tutti insieme una voce unanime di rivolta.

Senza la dimensione del Noi non andremo da nessuna parte e saremo spacciati.

Nicola Vacca

(Gerardo Magliacano, Canto è [R]Esistenza, Robin edizioni, pagine 90, € 10,00)

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