La poesia e il suo sguardo

Alla poesia non chiediamo nulla. Forse questo è uno dei motivi principali della latitanza dell’umano nel mondo arido in cui viviamo.

Eppure la poesia ha una forza vitale tutta sua che attende di essere abbracciata e noi dovremmo essere più attenti alla sua sensibilità, alla sua potente complessità dello sguardo.

Queste e altre riflessioni si trovano nel libro d’esordio di Patrizia Garofalo, che si intitola appunto La complessità dello sguardo.

Il migliore tra i libri di poesia usciti nel 2019.

Lo sguardo di Patrizia è complesso e viene dal quel grande Novecento letterario che ci manca.

Il suo modo di fare poesia scava nell’essenza della vita ed è lei stessa che ci dice che il linguaggio poetico si rivela un viatico numinoso, che lascia affiorare tutto ciò che la mente intuitiva fatica a portare in superficie.

La vera ragion d’essere della poesia di Patrizia Garofalo la troviamo in una serie di indizi mitologici che sanno guardare con il sale dell’esperienza alle disgregazioni del quotidiano.

La complessità dello sguardo nella poesia di Patrizia è ricerca dell’essenziale. I suoi versi sono diretti, asciutti, parole in sottrazione prive di orpelli che inchiodano le sillabe sulla pagina per dirci prima di tutto che siamo qui e ora per attraversare i nostri, vuoti, le nostre assenze, le nostre presenze.

Cosa si aspetta dalla poesia Patrizia Garofalo? Questa è la domanda che le rivolgo mentre mi avventuro nella complessità dello sguardo del suo percorso poetico dove la parola si fa sempre punto di domanda inquietante sempre aperto su un dubbio da cui scaturisce un’intuizione.

La complessità dello sguardo è uno zibaldone di intuizioni, alcune sono illuminanti e folgoranti («Di voci ferite / e frammenti pullulanti/ gravida / è la gialla estate dei morti / che una vita non sa /»; «Ora la vita è un massacro / e la città abbrutisce /sempre più, nei suoi anfratti»; «È una lunga parola il silenzio / che d’inverno dilaga / nel porto, una lingua / che parlano voci umide / confuse ai tarli, nella case / raccolte in preghiera»).

Intuizioni argute pensate e scritte come clausole di salvaguardia per un dialogo ipotetico, possibile e necessario. Nel nome della poesia e della complessità dello suo sguardo a cui dobbiamo rivolgerci e a cui dobbiamo chiedere lumi se ancora vogliamo avere, nello stallo di questa decadenza che ci riguarda, un grammo di salvezza per i giorni difficili che viviamo.

Per Patrizia Garofalo la poesia è pane quotidiano, un altrove per gli occhi, per l’anima e la coscienza, è una bella stagione che non va sprecata. Bisogna solo avere il coraggio di prenderla per mano con la consapevolezza che l’umiltà nel suo ascolto ha sempre un prezzo alto da pagare.

Nicola Vacca

(Patrizia Garofalo, La complessità dello sguardo, L’Argolibro editore, pagine 90, € 12,00)

(https://largolibro.blogspot.com/2019/10/patrizia-garofalo-la-complessita-dello.html)

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