Carnefici con la bandiera rossa

Giancarlo Lehner, giornalista e storico, da diversi anni studia i crimini del comunismo, attingendo alle fonti originali reperite negli archivi segreti dell’ex Unione Sovietica per troppo tempo rimasti secretati.

Documenti che certificano ampiamente la nefandezza dell’ideologia bolscevica e la connivenza omertosa dell’apparato comunista occidentale che non riusciva ad affrancarsi radicalmente dall’ideologia della casa madre.

Tra questi partiti un discorso a parte merita il Pci. Lehner nel suo nuovo libro, scritto con Francesco Bigazzi, affronta la pagina tragica dei crimini del Pci in Unione sovietica. Carnefici e vittime. I crimini del Pci in Unione Sovierica (Mondadori, pp. 421, € 20,00) racconta il tramonto di un sogno che aveva illuso molti giovani comunisti italiani che negli anni Venti e Trenta vedevano l’Unione Sovietica come la «terra promessa».

Molti di loro intrapresero viaggi clandestini  verso la patria del socialismo per andare incontro agli ideali di uguaglianza e giustizia in cui credevano.  Arrivati a destinazione si accorsero subito che la realtà era ben diversa. La vita quotidiana era difficile, le condizioni di lavoro pesantissime.

Il clima di sospetto e di delazione era intenso. I comunisti italiani arrivati in Urss erano strettamente sorvegliati, moltissimi amici e compagni si sarebbero trasformati nei loro aguzzini. Sarà, infatti, la sezione italiana del Comintern(fra cui Palmiro Togliatti, Domenico Ciufoli,Antonio Roasio) a segnalare al Commissariato del popolo  gli elenchi dei «deviati» e dei portatori sani di idee controrivoluzionarie. Saranno numerosi i comunisti italiani che verranno deportati nei gulag di Stalin anche grazie alla complicità criminale del partito di Palmiro Togliatti

Lehner, continuando a studiare gli archivi sovietici, riporta alla luce la pagina di quella storia ancora poco ricordata.

In questo libro, attraverso la pubblicazione integrale dei verbali degli estenuanti interrogatori, l’autore ricostruisce la vicenda dei malcapitati comunisti italiani che cercarono rifugio in Unione Sovietica e il suo triste epilogo ponendo l’accento sulle rimozioni programmate messe in atto dalla storiografia ufficiale, che ha sempre cercato di minimizzare queste vicende e le precise responsabilità dei comunisti italiani.«Questo terzo volume- precisa Giancarlo Lehner—dopo I dialoghi del Terrore(1991) e La tragedia dei comunisti italiani(2000) sugli italiani,vittime negli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso, di Togliatti e Stalin – ha  come obiettivo proprio la restituzione della memoria di una verità storica che riguarda centinaia di connazionali, donne e uomini  traditi dalla loro stessa fede politica tanto generosamente e perigliosamente testimoniata. E nulla appare più insoffribile e mostruoso dell’essere perseguitati, soppressi e finanche cancellati dal ricordo non da avversari accaniti, ma da propri stessi compagni, rivelatisi più spietati dei nemici».

Proprio perché la memoria di tanto orrore della barbarie comunista è ancora per alcuni considerata un imbarazzo, difficile, addirittura pericolosa, l’autore pubblica integralmente i verbali di quegli interrogatori con i nomi e i cognomi di quei giovani comunisti partiti per conquistare il sole dell’avvenire, e finiti tragicamente per essere massacrati nella perversa macchina dell’universo concentrazionario.

Una straordinaria operazione di verità storica che squarcia i veli della reticenza e della menzogna che per molto tempo hanno assicurato a  intellettuali schierati  cattedre e  rendite di posizione. E loro in cambio  hanno impedito che determinate tragiche notizie trapelassero dalla cortina di ferro.

L’autore, in proposito, ricorda il rifiuto da parte della casa editrice Einaudi di uno scritto non reticente, peraltro commissionato da loro, di Gustaw Herling e di Piero Sinatti, a proposito dei racconti di Šalamov e del  gulag.

Le pagine di questo libro, agghiaccianti e cruente, raccontano dal vivo la menzogna comunista, e il destino di centinaia vite spezzate di giovani disillusi dal loro stesso ideale che gli aveva condotti alla morte.

Lehner in Carnefici e vittime denuncia, fonti d’archivio alla mano, le precise complicità della dirigenza comunista d’allora e punto il dito sulla reticenza dei negazionisti di sinistra che ancora oggi fanno  dolosamente di tutto per impedire che quelle precise responsabilità diventino patrimonio di verità storica.

L’autore cita apertamente qualche esempio  capace di testimoniare l’attivismo dei negazionisti, dei complici, dei bugiardi, dei glissatori  che hanno sempre boicottato la verità sui crimini del Pci in Unione Sovietica.

Il 30 maggio 1991 si apprese finalmente il destino dell’antifascista empolese Dino Maestrelli, schedato dai comunisti italiani e consegnato all’Nkvd, in seguito arrestato e condannato a morte e fucilato il 3 marzo del 1938, a Gorki.  Maestrelli, fuggito in Francia e poi in Urss nel 1930, ancora nel dicembre del 1992 era del tutto ignorato dai suoi concittadini. Era stato dimenticato, perché la sua biografia era considerata imbarazzante anche dal Pds.

Le posizioni di Giancarlo Lehner sull’argomento sono chiare e condivisibili. Il suo lavoro di documentazione di questi ultimi anni contribuirà a fare luce finalmente sulle pagine ancora oscure dei crimini comunisti e delle pesantissime responsabilità che la sinistra  italiana ha sempre avuto nella storia politica del nostro paese.

Siamo in ritardo sulla diffusione della verità storica sul comunismo. L’autore sostiene che ci vorranno  lustri e decenni perché è ancora  forte la resistenza  delle sacche di negazionisti, bugiardi, complici, neocomunisti annidati nelle postazioni strategiche addette a divulgare il libro dei fatti del Novecento.

Per fortuna i  libri di Lehner continuano a limitare i danni di questo ritardo colpevole.

Nicola Vacca

Un pensiero su “Carnefici con la bandiera rossa

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...