Incertezza al chiaro di luna. Un domani

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La comunicazione ci unisce, il silenzio ci allontana.

In questo momento di distanziamento sociale e di segregazione dobbiamo fare i conti con le nostre voci e i nostri corpi. Mai come adesso ci ascoltiamo e ci guardiamo, ci ammiriamo e ci commiseriamo. Fuori, la natura continua a parlare e a manifestarsi. Prima non avevamo tempo per Lei. Ora, invidiamo gli uccelli che volano liberamente, i gatti che si accoppiano, i fiori che vengono baciati dal sole e accarezzati dalla brezza.

In questi giorni di galera, in cui si vive per contare i morti, siamo felici per l’arrivo della Fase Due, ossia, il ritorno alla semilibertà, al quasi contatto, alla speranza di sentirci cautamente meno soli. Eppure, nessuno parla del nuovo ruolo che dovrà avere l’uomo nel mondo. Infatti, anche questa volta corriamo il rischio che la scienza risolva tutto con una cura o con un vaccino. Dopodiché, quando ci sentiremo nuovamente al sicuro, potremo ricominciare a combattere contro la Natura e a imporre il nostro dominio sulla Terra.

Rischiamo davvero di salvarci nel momento in cui avremmo potuto capire che la Tecnica non è tutto e che la Scienza non è sempre amica della Natura, ma, forse, tutto questo già lo sappiamo, solo che a noi piace sfidare il destino.

Oggi, noi guardiamo al futuro con occhi incerti, ma non riusciamo ancora a prenderci le nostre responsabilità. Infatti, scarichiamo la nostra ira contro Dio, i virologi, i cinesi, gli economisti, i politici, i pipistrelli e i serpenti. In alcuni casi, però, siamo ottimisti, invece, ci vorrebbe un po’ di cinismo.

Personalmente, non penso che questa esperienza ci renderà migliori, anzi, già si sente il profumo dell’inedia e il grido isterico e ipocondriaco di molte persone che non erano abituate alla solitudine; nonostante tutto, dobbiamo dirigere le nostre forze verso qualcosa di reale come l’accettazione della nostra condizione di ospiti della Terra. Infatti, la scienza ci potrà salvare adesso, ma non per sempre. Potremo salvarci anche altre mille volte, ma senza nuove prospettive perderemo costantemente la nostra libertà.

Non bisogna essere ottimisti, ma realisti. O ci adeguiamo alla Natura o lentamente ci estingueremo.

Martino Ciano

(In copertina: Scultura di Gianni Cuomo)

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