Gli anni ottanta e Pier Vittorio Tondelli

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Gli anni ottanta nella ricchezza  di inesauribili fermenti culturali, una stagione intensa di idee e di scrittori destinata a restare, a cui oggi molti di noi guardano con grande nostalgia.

Pier Vittorio Tondelli è stato uno dei protagonisti della cultura italiana di quel magnifico decennio, l’ultimo scrittore in grado di rappresentare un’intera generazione.

Ricordo come se fosse oggi quel lontano 1985, avevo ventidue anni e in libreria usciva Rimini, il terzo romanzo di  Pier Vittorio Tondelli.

Mi precipitai a comprarlo e lo lessi con avidità come era sempre stato con i suoi romanzi precedenti.

Come accadeva sempre all’uscita di un suo libro, lo scrittore emiliano tendeva sempre a dividere sia il pubblico che la critica.

Io trovai Rimini un libro davvero bello e lo considerai subito uno spaccato importante degli anni che stavamo vivendo.

Una parte rilevante della critica non lo amò e lo liquidò con un romanzo da spiaggia.

Tondelli con Rimini aveva scritto un romanzo polifonico e generazionale. Nell’infuocata estate riminese, dominata dal gusto frenetico del divertimento si intreccia un coro di storie e tutti i personaggi, sia quelli principali che quelli minori, danno vita alla rappresentazione di un’epoca

Senza Tondelli e senza Rimini, la percezione degli anni Ottanta non sarebbe quella che tutti noi abbiamo ereditato.

Marco Bauré, il giornalista che racconta in prima persona, che lavora per un quotidiano milanese viene mandato a Rimini come responsabile della Pagina dell’Adriatico, un inserto estivo in cui dare notizia di quanto accade nella calda estate della Riviera.

Accanto alla vicenda del giornalista se ne intrecciano altre parallele: Beatrix, l’antiquaria berlinese che viene in Italia a cercare la sorella Claudia, Alberto, il suonatore di sax che vive una storia di amore con la vicina di stanza, Roby e Tony, due giovani cineasti romani in cerca di finanziamenti per il loro film.

Tutto questo si intreccia con la vicenda del della morte dell’ex senatore democristiano Attilio Lughi. Una nota personalità del luogo che viene trovato cadavere in mare, all’inizio si pensa al suicidio Ma Marco Bauer si accorge che la morte del senatore ha a che fare con la sua venuta a Rimini. Tra un indagine e l’altra si rende subito conto di essere una pedina di un gioco sporco e criminale.  A lui gli è stato conferito quell’incarico perché ritenuto incapace di raggiungere la verità.

Ma il giornalista scopre che il politico non si è suicidato ma è stato assassinato, anche se si troverà tra le mani una verità che non potrà rivelare.

Tra i personaggi più convincenti del romanzo c’è Bruno May, che con il suo ultimo libro è in finale al Premio Riviera. Lo scrittore stata attraversando un periodo difficile, non riesce più a scrivere e a vivere. Bruno May sembra avere alcune analogie con Tondelli. Qualcuno ha definito questo personaggio come l’alter ego dell’autore. Comunque anche in Rimini c’è una chiave di lettura autobiografica, volendo sorvolare sulle suddette analogie.

Rimini   è molto di più di un romanzo da spiaggia. Attraverso i suoi numerosi personaggi Tondelli mette a fuoco la società e il contesto di un’epoca. Con sua scrittura interiore l’autore di Altri libertini   diventa l’interprete degli anni ottanta, e li sa raccontare neri suoi aspetti sociali e c culturali, mettendo in evidenza di quella stagione  tutte le sue contraddizioni.

Con Rimini (romanzo corale in cui la riviera romagnola è lo specchio della deriva nazional – popolare dell’Italia di allora) Tondelli si conferma  lo scrittore di culto di una generazione e il cantore assoluto degli anni ottanta, di cui resta la voce critica e più lucida.

Nicola Vacca

3 pensieri su “Gli anni ottanta e Pier Vittorio Tondelli

  1. L’ha ripubblicato su Vita da Museoe ha commentato:
    Non l’ho mai letto, ‘Rimini’ di Tondelli dico. Ma pr una vita ho passato le vacanze a Rimini, e proprio durante gli anni Ottanta. Lo leggero’ sicuramente. Grazie a Zona di Disagio per il suggerimento

    "Mi piace"

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