L’invisibile signor Conte

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La quarantena continua e la pandemia pure. Il signor Coronavirus non vuole andarsene. Si sente davvero a casa in Italia, purtroppo per noi può contare sull’incompetenza e l’impreparazione del governo guidato dal signor Conte.

Qui la fase è drammatica, altro che fase uno o fase due, a essere completamente sfasato è lui, il signor Conte, davvero imbarazzante (ma imbarazzante lo è stato sempre) in ogni sua dichiarazione (ci vuole un interprete quando parla a se stesso davanti alla nazione) ma soprattutto nell’inconcludenza insensata della sua scarsa azione politica.

Il signor Conte è una macchietta, un po’ mister Bean, un po’ giullare di corte, un tragicomico mancato che confeziona un nulla cosmico qualunquista, caratteristica tipica degli imbonitori.

D’altronde dal nulla non possiamo aspettarci niente di buono.

Non possiamo pretendere che il signor Conte sia un barone rampante, tutt’al più è un visconte dimezzato, ma anche un cavaliere inesistente con le braccia conserte sulle macerie di un Paese. Sa solo essere in ogni suo dire manicheo e retorico (spesso invece di fare il premier di uno Stato laico si presenta a se stesso con pessimi risultati) facendo finta di parlare agli italiani, come un maestro di eloquenza fasulla con l’immagine sacra di Padre Pio nel taschino della giacca.

«Il manicheismo intrinseco – scriveva anni addietro il grande Edmondo Berselli – nelle definizioni strumentali, – di comodo, è di tale scoperta evidenza da rendere in sé impraticabile questo gioco di dicotomie».

Il signor Conte è l’ultimo nominato dalla politica vuota che è il segno dei tempi di un reality ridanciano.

Il signor Conte non è, e lo dimostra ogni volta che prende la parole per esternare tutta la sua incompetenza davanti a questa emergenza. Lui è come Zelig, il protagonista di un bel film di Woody Allen. Un camaleonte trasformista, un uomo che non ha un sé e neanche una personalità ma che si trasforma cavalcando le esigenze del momento. È un personaggio virtuale che certifica il nulla politicante a norma di legge, millantando curriculum inesistenti.

Il signor Conte e i suoi infiniti travestimenti davanti a un Paese che sta attraversando uno dei momenti più bui della sua storia. Lui si limita a improvvisare rappresentazioni allegoriche di un niente assoluto. Un niente che si specchia in se stesso e non nei problemi di un Paese che sta andando alla deriva.

Intanto la situazione si fa problematica e l’emergenza sanitaria sta diventando crisi economica e morale con la firma di un governo incompetente e non all’altezza della situazione.

Il manicheismo e lo spirito di fazione dilaga come la peste, dappertutto. C’è la destra becera di Salvini e Meloni che sciacalla ogni minuto di queste fottute giornate difficili su tutto e dall’altra parte un esercito di “sinistrati” (come giustamente li definiva Edmondo Berselli) che perde il suo tempo a inveire contro quei coglioni e pericolosi destrorsi.

In questo sciagurato Paese non avrà mai fine la guerra civile di parole tra due manicheismi.

Un governo senza grandi qualità (guidato da un uomo senza qualità che è il nulla) che sa solo annunciare soluzioni che non è in grado di trovare e un’opposizione miserabile, demente e fascista.

Un disfacimento senza proporzioni gestito e causato dal trasformista del niente Giuseppe Conte.

Il suo peggior travestimento è quello da Presidente del Consiglio.

Nicola Vacca

3 pensieri su “L’invisibile signor Conte

  1. ho mplta stima di questo blog infatti ribloggo moltissimi post sul taglio dato all’aticolo non sono assolutamente d’accorrdo dipenderà forse dalla mia età con tutto quello che ne consegue penso che l’attuale presidente del consiglio non abbia paragoni come qualità da molti decenni a questa parte.

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  2. una piccola aggiunta sento girar euna voce sul blocco delle mascherine alle frontiere non capisco perchè vengano sequestrate non vorrei pensare male tipo manteniamoci in penuria e non diamole in vendita aiu supermercati ad u prezzo basso cosi gli amici degli amici possono guadagnarsi il pane ed anche il formaggio questo va a discapito della mia valutazione complesisva della gestione del la crisi attuale

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