Storie di jazz e di vite spericolate

trombonista_copertina

Bruno Lauzi in una sua poesia scrive che il jazz non si può spiegare o ce l’hai dentro oppure t’accontenti.

Aldo Gianolio il jazz lo ha avuto dentro fino dalla nascita e nella sua attività di critico musicale ce lo ha fatto amare in maniera autentica e appassionata.

Solo chi ama il jazz in maniera incondizionata poteva scrivere un libro davvero unico e particolare.

Il trombonista innamorato e altre storie di jazz è una vera e propria genialata.

Aldo Gianolio con una leggerezza e ironia stellari in quaranta racconti brevi tratteggia quaranta ritratti esilaranti di altrettanti musicisti jazz, inventandone le vite.

Racconti strampalati che fanno ridere, pagine traboccanti di musica e esistenze in cui le biografie degli artisti sono narrate dall’autore con parole che hanno il sapore della letteratura.

Attraverso la narrazione di queste vite inventate Aldo Gianolio riscrive in maniera originale la storia del jazz e delle sue interessanti mutazioni.

Ci sono proprio tutti i grandi del jazz, ma troveremo anche i minori geniali in questo   inventario visionario ma non troppo di vite che si combinano all’improvvisazione della musica.

Louis Armstrong, Count Basie, Miles Davis Duke Ellington, John Coltrane, Charlie Parker Thelonious Monk, ma anche Lennie Tristano, Su Ra e molti altri ancora che con il loro genio hanno contribuito a fare del jazz un esperienza straordinaria.

Gianolio si inventa il personaggio di John Ferro che con tutta le sue stranezze si presenta a un importante congresso mondiale di critici musicali.

L’ insigne critico della rivista Down Beat ufficializza la sua partecipazione al congresso con l’intenzione di sfidare il mondo e vincere quella paura che gli impedisce di parlare in pubblico per via di una banale ma perniciosa sindrome da nevrosi d’ansia.

Così Gianolio ci presenta il suo personaggio. Strampalato come saranno strampalati i racconti che leggerà ai suoi colleghi congressisti.

Così Ferro inizia a raccontare con tutta la sua effervescenza esilarante di quei jazzisti Storie paradossali, a volte comiche che nascono dalla vita privata ma che ci conquistano già dalle prime battute e ci conducono in un vortice di puro divertimento, la scrittura è sempre tonica e incalzante.

Attraverso l’immaginario e le sue molteplici invenzioni Gianolio racconta le vite esilaranti di jazzisti e di geni che fanno battere ancora il cuore.

L’autore ci avverte che le storie raccontate dal critico musicale sono da prendere con le molle.

Anche quando ho finito di leggere non ho smesso di ridere. Il trombonista innamorato è un libro sorprendente, sfrontato, geniale, ironico. Un libro che fa battere il cuore, un potente antidepressivo letterario, un atto d’amore nei confronti del jazz, un invito all’ascolto dei grandi geni jazzisti che hanno reso grande la musica.

«Se hai bisogno di chiedere cos’è il jazz, non lo saprai mai», disse una volta Louis Armstrong.

Aldo Gianolio con grande passione e umorismo alto ci conduce (attraverso il racconto picaresco di vite consumate dal jazz) nei misteri più affascinanti di questo genere musicale, che non è affatto un teorema intellettuale, ma uno stile di vita, improvvisazione e quindi poesia.

Nicola Vacca

(Aldo Gianolio, Il trombonista innamorato e altre storie di jazz, Robin edizioni, pagine 275, € 18,00)

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