Il tragico e la paura addosso

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Nessuno ha una comprensione del mondo contemporaneo come Michel Houellebecq.

I suoi libri sono un approccio alla smarrimento di un’epoca, il punto di vista di un antimoderno sull’eccessiva stanchezza cagionata da un progresso che ha ridotto il mondo a un supermercato colmo di imbecillità e derisione.

Parafrasando il suo amato Schopenhauer,Houellebecq scrive: «Profondamente infettata dal senso, la rappresentazione ha perso ogni innocenza»

Il tragico, sostiene lo scrittore, interviene esattamente nel momento in cui il ridicolo non riesce più a essere percepito come fun; è una sorta di inversione psicologica brutale, che traduce l’apparizione nell’individuo di un’irriducibile eternità.

Come umanità ci siamo impiccati con le nostre mani giocandoci una volta per sempre una cazzo di idea di futuro.

«I personaggi di Houellebecq – scrive Bernard Maris nel libro Houellebecq economista – vivono questa interiorizzazione della paura. Il protagonista di Estensione del dominio della lotta suda di paura. Bruno, il protagonista delle Particelle elementari, ha interiorizzato il terrore e i maltrattamenti subiti quand’era collegiale. Tutti i personaggi positivi dei romanzi sono poeti in una società di bruti».

Houellebecq con i suoi libro ci porta sempre in un terrore contemporaneo legato all’incertezza che fa regnare la paura in ogni settore della nostra vita.

Nessuno scrittore aveva prima di lui così ben penetrato l’essenza del capitalismo, fondato sull’incertezza e l’angoscia.

Le pagine di Houllebecq ci sono vicine e familiari in questi giorni di quarantena dove viviamo impauriti nella Zona Rossa.

«Continuate. Non abbiate paura il peggio è già passato. Cero la vita vi strazierà ancora; ma dal canto vostro, non avete più tanto a che fare con essa. Ricordatevene, fondamentalmente, siete già morti. Adesso siete faccia a faccia con l’eternità».

Ecco Houellebecq che in Restare vivi ci mette faccia a faccia davanti alla paura e ci dà il colpo di grazia affermando che il mondo è una sofferenza dispiegata. Alla sua origine c’è un nodo di sofferenza. Ogni esistenza è un’espansione e uno schiacciamento. Tutte le cose soffrono, finché esistono. Il nulla vibra di dolore, fino a giungere all’essere: in un abietto parossismo.

Andrà tutto bene? Lo scopriremo avendo paura.

Nicola Vacca

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