Il totalitarismo è il nemico che abbiamo dentro


ha

In questi giorni oscuri, tali perché non riusciamo a vedere il futuro a breve non perché viviamo un dramma reale, almeno quelli di noi che non sono sdraiati in un letto d’ospedale in rianimazione; in questi giorni dicevo, bisogna riflettere sulla precarietà dell’uomo.

Precarietà dello stato di salute ma anche di rapporti sociali, familiari e amicali, di possibilità di viaggi, di visite a teatri, cinema, musei, anche di semplici passeggiate e tutto quello che vi viene in mente, interrotti a causa di una norma emanata per un bene supremo della collettività.

La nostra libertà di agire, viene ad essere confinata alle sole  mura domestiche. Le conseguenze di ciò corrono il rischio di essere incanalate, se non resteremo vigili, in uno stato di controllo delle nostre azioni da parte di chi, ritenendosi legittimamente nel giusto, pensa di poter sovraintendere alla vigilanza delle azioni altrui.

Ne sono esempio i molti cori di disapprovazione levatisi nei confronti di quelli che a causa delle chiusure delle attività, dal nord Italia dichiarata zona rossa, alcuni spaventati dal timore del contagio, molti altri impossibilitati per capacità economiche a permanere nella zona rossa, hanno deciso di fare ritorno nel sud Italia, invitando la gente a denunciare alle autorità il loro arrivo in paese, sospendendo la capacità critica di giudizio e dimenticando che già esisteva la norma della quarantena domiciliare per chi proveniva dalle zone rosse.

Questa premessa, mi è servita per richiamare alla memoria alcuni concetti espressi da Hannah Arendt nel saggio Le origini del totalitarismo.  La vocazione fondamentale dei regimi totalitari è instaurare un terrore che mira a spezzare la volontà individuale per uniformarsi al volere del sistema, nella speranza, da parte del soggetto, di essere considerato un “leale cittadino” e non un nemico interno. Questo è il pensiero sostenuto nel libro.

“All’interno del regime totalitario gli individui provano un totale isolamento nella sfera politica e un forte senso di estraniamento nei rapporti sociali. Si annienta, infatti, in primis la vita politica democratica (non è ancora il nostro caso), la libera comunicazione tra cittadini. Subentra unicamente la paura e il sospetto reciproco, che portano alla distruzione dei legami affettivi e della vita privata. Ogni uomo si sente solo e circondato da potenziali nemici.”  Hannah Arendt critica la società moderna perché ha privilegiato l’economico ed ha dimenticato il vero significato dell’agire.

“Ogni azione è un inizio. Quando un essere umano nasce è una singolarità assoluta, che apre un imprevisto
nel mondo. E’ agendo che noi ci mostriamo. Nell’azione c’è anche rischio perché le conseguenze di ogni azione sono senza limiti e non dipendono da noi. Iniziare qualcosa è politico, perché è visto e rilanciato dagli altri. Presuppone dunque una pluralità di esseri umani in rapporto tra loro.”

Privare l’uomo dell’azione significa depotenziarne le capacità logiche e di relazione e ridurlo alla massificazione. L’obiettivo dei totalitarismi è massificare l’uomo, ritrovare nella banalità di concetti semplici e omologati l’identità che si è persa con la spersonalizzazione. Le manifestazioni a cui assistiamo in questi giorni, flash mob virtuali e dai balconi, l’inno nazionale cantato con spirito patriottico, altro non sono che un principio di adeguarsi a un sistema che ci dà l’illusione di condividere una causa comune e che combatte un nemico, e chi non si adegua o non condivide è visto con sospetto.

 L’invito è quello di essere vigili non degli altri ma di noi stessi, perché quando sarà passata, ci saranno morti e feriti non solo a causa del virus ma anche dal punto di vista economico, sociale, politico e le spinte nazionalistiche in Italia e in Europa le abbiamo viste e le continuiamo a vedere e sono in agguato dietro l’uscio di casa pronte ad aggredirci.

Gianluigi Pagliaro

2 pensieri su “Il totalitarismo è il nemico che abbiamo dentro

  1. #emergenzacoronavirus

    Condivido pienamente il contenuto di questo articolo.
    Aggiungo che l’indifferenza o la caccia all’untore non ci condurrà da nessuna parte, se non a creare emarginazione di cui ognuno di noi potrebbe essere vittima. #ANDRÀTUTTOBENE se saremo in grado di rispettere le regole e se ci rispetteremo tra di noi, consapevoli che oggi più che mai chi punta il dito potrebbe essere l’additato di domani

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...