Il grande poeta greco. Kavafis e la forza delle parole

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La poesia di Kavafis  accoglie in sé i temi dell’amore della storia e della memoria. Questi tre fortissimi motivi di richiamo sono legati tra loro da un profondo sentimento  della nostalgia che dà  voce lirica all’impianto corale dei suoi versi che non trascurano altri temi fondamentali per capire la sua poesia come l’attenzione verso l’altro, verso la storia dell’uomo, l’immedesimazione del poeta con fatti e personaggi delle sue poesie. Kavafis nei suoi versi non trascura gli interrogativi esistenziali e religiosi, profonde e incisive le sue riflessioni sulla vanità umana e esistenziale, sullo scorrere inesorabile del tempo e sull’importanza della parola amore.

Kavafis è uno degli ultimi grandi poeti lirici del Novecento che ancora oggi vale la pena di leggere.

La sua poesia è molto amata dai lettori italiani e sono numerose le edizioni della sua opera poetica.

Dalla sua morte in Italia la fama di Kavafis è cresciuta ma mancava un’edizione esauriente delle sue liriche.

Nella collana di poesia, l’editore Donzelli pubblica un volume importante dedicato al grande poeta greco ( curato da Paola Maria Minucci). Tutte le poesie è un libro di quasi settecento pagine che raccoglie tutto Kavafis e l’essenza della sua poesia e svela i segreti della sua arte poetica.

Finalmente un’ edizione esaustiva che possiamo considerare definitiva. In un solo e corposo libro possiamo finalmente leggere Kavafis c come non lo abbiamo letto e conoscerlo fino in fondo, emozionandoci con le sue poesie meno note.

La curatrice nell’ottima postfazione ci spiega benissimo tutti i perché di questo libro.

«È diventato ormai luogo comune parlare di Kavafis come dell’autore di 154 poesie. Fino a poco tempo fa infatti, se si esclude qualche eccezione circoscritta all’ambito universitario, la sua immagine e fama, soprattutto in Italia, erano affidate quasi esclusivamente a queste poesie e a poche altre fra quelle cosiddette nascoste o segrete, e ad alcune delle rifiutate.

I testi poetici che Kavafis ha riconosciuto e a cui ha dato il suo imprimatur sono in effetti solo 153 con l’aggiunta di un’ultima poesia postuma. Ma la sua opera, che qui viene presentata integralmente, è ben più vasta. Comprende, oltre ai componimenti riconosciuti, altre 74 poesie per la maggior parte inedite (Poesie segrete) ma, quel che e più interessante, liriche che Kavafis riteneva di dover conservare «segretamente », «testi da non pubblicare, ma da conservare» come lui stesso ha scritto in margine a diversi di questi componimenti. Concludono l’insieme della sua produzione in versi anche 27 tra le sue poesie più antiche, di cui alcune da lui edite su riviste locali o comunque fatte circolare nella forma prediletta dei foglietti volanti, ma in seguito da lui stesso rifiutate. I primi versi composti da Kavafis, inseriti da Savvidis nel volume Poesie segrete e proposti qui in appendice, sono però in inglese, scritti tra il 1877 e il 1882, quindi molto prima delle sue composizioni in greco. Non inclusi in questo volume, sono 30 abbozzi di poesie incompiute, pubblicati in un’edizione filologica in Grecia a cura di Renata Lavagnini e da lei poi tradotti in italiano».

Un poeta, ha scritto ancora  Paola Maria Minucci,  che riesce a far visitare la prosa apparente e la geometria segreta  della sua poesia da una vigile commozione lirica che nasce, improvvisa e inaspettata, ora da un particolare indifferente di un racconto, ora da una piega della storia, ora da un’immagine, statua o fotografia, e dà loro uno spessore e movimento drammatico. Leggendo le sue poesie (finalmente tutte, proprio tutte) ritroveremo Kavafis con la sua contraddittoria necessità di rivelarsi e allo stesso tempo di nascondersi.

Leggendo i suoi versi, scopriamo piacevolmente che il grande poeta greco ha ancora cose nuove da raccontarci.

Così scopriamo l’avventura dell’amore nei suoi racconti di un tempo perduto nel quale la stagione del folle desiderio incontra la saggezza nella fiducia incrollabile nella poesia.

Questo è il Kavafis che amiamo, la cui lettura ci riporta ad amare la tradizione, quella medicina dell’anima  che tenta di sopire il dolore  con la fantasia e la parola.

Il segreto della sua poesia è racchiuso in quel filo ideale  di continuità che lega l’amore, la memoria e la storia.

Nicola Vacca

(Konstadinos P. Kavafis, Tutte le poesie, a cura di Paola Maria Minucci, Donzelli editore, pagine 714, euro 35)

 

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