Wislawa, la poesia e il mondo dell’amore

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«Anche il poeta, se è un vero poeta, deve ripetere a se stesso non so. Con ogni sua opera cerca di dare una risposta, ma non ha appena ha finito di scrivere già lo invade il dubbio e comincia a rendersi conto che si tratta di una risposta provvisoria e del tutto insufficiente». In queste parole, pronunciate in occasione del conferimento del Nobel per la letteratura 1996, c’è tutta la grandezza di Wisława Szymborska, da sempre convinta che i poeti avranno sempre molto da fare.

La sua poesia è un labirinto denso di emozioni in cui attraversa  con una lucida ratio interrogativa  il mondo quotidiano delle piccole cose, degli oggetti e delle persone. Racconto e invenzione cedono il posto a un poetare scarno e essenziale che giunge inevitabilmente al cuore ferito della realtà e all’anima vera delle sue contraddizioni.

Nei versi  della Szymborska il tema dell’amore assume una centralità rilevante. Nelle sue poesie l’amore è visto sotto molteplici forme e spesso compare con una tonalità ironica, ma soprattutto la poetessa ce lo mostra  nei modi immanenti in cui esso si manifesta nella vita.

Nel 2002 la Szymborska dedicò all’amore un libro intero di versi. Taccuino d’amore lo pubblicò l’editore Scheiwiller.

Adelphi nel 2017  pubblicò nuovamente quel prezioso libretto con il titolo Amore a prima vista (a cura di Pietro Marchesani).

Con grande apertura allo stupore, la poetessa polacca entra nella vita quotidiana dell’amore per raccontare la vita e l’amore con il gusto della disarmante semplicità.

Le metafore che lei ama usare sono le cose che ogni giorno tocchiamo. Quelle cose di cui siamo fatti, ma che spesso tradiamo perché nel loro vero potrebbe esserci una risposta scomoda che sconfesserebbe le maschere che indossiamo.

Anche quando la poetessa parla d’amore graffia con la sua  naturalezza e le sue parole si insinuano vere nei labirinti inaccessibili del sentire.

La Szymborska sa parlare dell’amore,  come della della vita e della morte, con colloquiale  e imprescindibile schiettezza, non perdendo mai di vista i dettagli esistenziali presenti nelle piccole cose.

C’è una grande ricchezza di immagini e emozioni nella sua poesia, che si cala nel quotidiano  con una visione meditativa e metafisica.

«Credo – scrive Pietro Marchesani nella nota critica che chiude il libro – contribuirà a rendere il lettore più consapevole dell’estensione tematica e della grandezza tout –court della poesia di Wisława Szymborska».

Una poesia visibile che manifesta una fisicità che sta tutta nell’immanenza di un presente che attende soltanto di essere vissuto qui e ora. Perché quello che conta nella poesia di Wisława Szymborska è l’opera dei giorni rappresentata e vissuta in tutto quello che accade.

L’amore per lei  è un’opera aperta che accoglie i dettagli essenziali delle piccole cose e soprattutto non disperde del nostro quotidiano il vero che esiste.

Forse per questo l’amore occupa nel mondo poetico della Szymborska un posto importante, forse  il più importante.

Ho avuto l’onore di incontrare Wisława a Roma nel 2003, abbiamo passato un ora insieme discutendo per un’intervista della sua poesia e della poesia.

Tra le molte cose che mi raccontò  sul mio taccuino ne appuntai una in particolare: «La poesia è il modo migliore  per capire come si sta al mondo». Non possiamo non essere d’accordo con la Szymborska quando scrive che i poeti avranno sempre molto da fare. A noi il compito di leggerli e ascoltarli.

Nicola Vacca

(Wisława Szymborska, Amore a prima vista, Adelphi, pagine 104, euro 10,00)

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