Nel vissuto con la poesia di Lucia Iovino

Iovino

 

 “Lucia Iovino è nata a Torre Annunziata. Ha lavorato nella scuola, ma la poesia è da sempre la sua passione. Questo è il suo primo libro.”

La prefazione di Antonella Del Giudice ci presenta l’autrice come una poetessa che “non affoga nel proprio riflesso ma combina se stessa nella Moltitudine cantata da Whitman”.

In effetti i versi di Lucia Iovino si aprono all’altro, anzi, a una pluralità di altri, immersi in situazioni, condizioni, colori, emozioni, tali da consegnarci, attraverso la visione filtrata dalla poesia, la prismatica personalità dell’autrice. Non solo: il suo linguaggio è diretto, senza manierismi, e legato alla quotidianità.

La poesia racconta, offre intuizioni, esprime sentimenti, parla alle persone, persino a quelle più vicine alle quali può sembrare difficile comunicare a voce. È la parola poetica di chi ha vissuto amando forte la vita, di un amore che è troppo spesso dualismo, alternanza drammatica tra gioia e dolore, e dunque ricerca dell’armonia assente o perduta. È una poesia che sottintende un dolore vivo, pur essendo capace di scomporre i suoi aspetti, di accettarne la presenza, di cercarne la luce. Nasce un verso che non si abbandona al pessimismo sterile, al contrario, pur nell’indeterminatezza o nell’angoscia, è in grado di scorgere il senso generale.

Navigo a vista

Sul mio veliero di emozioni

Tenendo la rotta fra nebbia e follia,

concretezza e lucidità,

solcando le tempeste e le lagune

della mia terribile, splendida vita.

Mangio illusioni.

Digerisco dolori.

Rinasco ogni mattina.

Gli anni bussano alla porta,

fanno l’appello,

sono tutti presenti.

E ti chiedi quando è l’ultima volta

Che hai vissuto davvero?

Io mettevo radici,

tu allenavi le ali.

Nero come la morte

Quando ti chiedi

Se sei esistito per davvero.

Voglio essere tua madre sempre

ma prima lasciami essere donna.

Non ho ceduto

alla seduzione della morte

ma all’abbraccio della vita

che dolcemente riconduce a sé

Non vorrei essere nessun’altra

se non io

Si ha l’impressione, legando questi versi, molti dei quali bellissimi anche presi singolarmente, di leggere la storia di una vita: la figlia che si culla nel ricordo, la donna cosciente della propria sensualità e dei propri desideri, la donna innamorata, la donna delusa, la madre con le proprie responsabilità. Si ricostruisce un percorso, attraverso tutte le gradazioni emozionali e cromatiche, fino al nero e ritorno. Ci incantano i versi di questa poetessa che è prima di tutto donna, una donna in carne e ossa, che sembra consapevole di essersi lasciata andare alla follia del vivere, sfidando le convenzioni, che rivendica con orgoglio la propria storia e reclama il proprio spazio nel mondo, perché tutto ciò che è stato era vita vissuta. E non può esserci niente di più giusto.

Luisa Bolleri

(Lucia Iovino, Di me e degli altri,  Collana ZETA – IQDB – pagine 103 – € 10,00

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