Oliver Sacks e il coraggio di essere grato

os

Oliver Sacks quando scopre che il melanoma diagnosticato all’occhio aveva metastizzato nel fegato e i medici gli avevano dato altri sei mesi di vita (lo scrittore e psichiatra morirà nel 2015), non rinuncia alla scrittura.

Trova proprio nella parola la forza e il coraggio per raccontarsi e mostrare nei confronti della vita tutta quell’immensa gratitudine  che lo ha reso attraverso i suoi libri e la sua professione un uomo migliore.

«Adesso mi trovo faccia a faccia con la morte, ma non ho ancora chiuso con la vita», così scrive mentre annota in alcuni saggi brevi il bilancio esistenziale di cui è orgogliosamente fiero.

Sacks scrive quattro lunghi articoli, che saranno pubblicati sul New York Times, in cui affronta i temi della vita e della morte, si sofferma sulla malattia con una serenità d’animo interiore e una semplicità umana che guarda con maturità alla consapevolezza del distacco.

Adelphi nel 2016 pubblica postumo  Gratitudine, un piccolo volume che raccoglie quegli scritti. Pagine di memoria intensa in cui Sacks esprime, nonostante la malattia mortale, un coinvolgente e infinita riconoscenza per una vita ben vissuta.

Nel saggio La mia vita Sacks confessa di avere paura ma a prevalere è sempre quell’intenso sentimento di gratitudine per aver ricevuto in dono una vita in cui ha amato ed è stato amato, ha ricevuto molto, ha dato qualcosa in cambio, ha letto, ha scritto, ha viaggiato e pensato, ma soprattutto è stato fortunato perché tramite i suoi libri ha avuto un contatto con un mondo fatto di persone.

Questi scritti brevi contengono uno coraggio straordinario. Parole che riassumono la storia di un uomo che si consegna a una presunta eternità con la consapevolezza di aver avuto una vita piena e di essere pronto ad andarsene.

Shabbat fu pubblicato il 14 agosto del 2015, qualche giorno prima della sua morte. Questo scritto che chiude il volume adelphiano può considerarsi il suo testamento morale.

Pochi giorni prima di chiudere gli occhi, Oliver Sacks sa che entrerà nella morte a occhi aperti.

Si sente in pace con se stesso e con la sua coscienza. Nonostante il fiato corto, la debolezza e il calo di forze, i suoi pensieri sul letto di morte non si fissano sul soprannaturale o sullo spirituale.

Sacks non smette di elogiare la sua vita buona e degna che ha vissuto fino alla fine con umiltà, umanità. Sente di aver fatto la sua parte fino in fondo, e la sua coscienza gli impone un profondo sentimento di gratitudine adesso che il distacco è inevitabile.

La gratitudine di Oliver Sacks è sinonimo di coraggio. Il coraggio di non chiudere con la vita anche adesso che si trova faccia a faccia con la morte.

Nicola Vacca

(Oliver Sacks, Gratitudine, Adelphi, pagine 57, euro 10)

Annunci

2 pensieri su “Oliver Sacks e il coraggio di essere grato

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...