I nomi epiceni e la crudeltà dell’animo umano

anI nomi epiceni, detti più comunemente nomi misti, possono essere sia maschili che femminili. È  questo il titolo che l’autrice belga Amélie Nothomb ha deciso di dare al suo nuovo romanzo, da poco uscito in Francia e che sarà nelle librerie italiane dal febbraio 2019, come sempre pubblicato da Voland.   Les  prénoms  épicèns (Albin Michel, pagine  155,  euro 17,50)  è un titolo che, come sempre per i suoi libri, non è scelto a caso e si rivela significativo.

Ancora una volta la Nothomb sonda la crudeltà che si nasconde dietro i rapporti umani, in questo caso un rapporto padre-figlia inspiegabilmente anomalo. L’ingenua Dominique, cresciuta in una cittadina di provincia, non può smettere di domandarsi come mai l’affascinante e distinto Claude abbia scelto proprio lei per farne sua moglie. Lo segue nella frenetica Parigi ed è lì che dà alla luce la piccola Epicène. Da quel momento tutto cambia. Che cosa si nasconde dietro l’indifferenza, la freddezza, si potrebbe dire addirittura l’odio di questo padre nei confronti della sua stessa figlia ? Questa è la domanda che il lettore si pone fino alla conclusione della storia. L’autrice ci ha preparato un finale che si rivelerà più sconvolgente dello stesso intreccio.

È un romanzo che si legge tutto d’un fiato e tiene il lettore in un’attesa crescente. L’inizio, un po’ lento a dire il vero, a posteriori è costruito proprio per dare all’insieme del racconto tutto il suo significato. Alla fine, tutti i nodi vengono al pettine. Viene da chiedersi chi sia il vero protagonista del libro. Inizialmente sembra essere la storia di Dominique, ma lei stessa si renderà conto di non essere che una pedina in questa vera e propria partita a scacchi. La piccola Epicène, che vediamo crescere man mano che la storia avanza, è suo malgrado vittima di eventi che l’hanno preceduta e di cui non ha nessuna colpa, se non quella di essere nata. Suo padre Claude, che aveva “salvato” Dominique da un’insignificante vita di provincia e sembra dunque essere l’eroe buono, ha in realtà più di uno scheletro nell’armadio.

I lettori fedeli di Amélie Nothomb sapranno che ci sono temi dei suoi libri che ritornano spesso. Tuttavia le storie che racconta non sono mai noiose o ripetitive, grazie al suo stile intenso e sferzante che non ha timore di fare male. L’animo umano non sarà mai esplorato abbastanza, e l’autrice belga ne approfitta per mostrarcene ogni volta una sfaccettatura diversa. Odio, vendetta, disprezzo, cattiveria: i personaggi dei suoi romanzi sono tanto autentici quanto perversi. Si tratta di quella perversione che, in fondo, si nasconde in dosi diverse dentro ogni essere umano. Se è difficile immaginare gli attori che muovono le storie di Amélie nella nostra realtà quotidiana, è perché possiedono caratteristiche che nessuno mostrerebbe apertamente. Ebbene, la scrittrice sembra volerci mostrare, attraverso le sue storie spesso assurde e grottesche, come sarebbe il mondo senza il velo di apparenze e buonismo che lo ricopre.

Anche quest’anno, Amélie Nothomb non delude le aspettative dei suoi lettori offrendoci questo nuovo romanzo da leggere ovunque e in qualsiasi momento. Allo stesso modo, può essere una bella scoperta per chi non conosce ancora il mondo della scrittrice belga. In ogni caso, un paio d’ore bastano per divorare questa storia estremamente avvincente la cui conclusione lascia il lettore spaesato, incredulo, affascinato, nell’attesa che arrivi il prossimo libro di Amélie!

Carmen Ranfone

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