Purity, il romanzo di un grande scrittore

franzen

Purity, il romanzo di Jonathan Franzen uscito nel 2015, è destinato a restare nel tempo un libro memorabile e indimenticabile. Con questa ultima opera lo scrittore americano entra a pieno titolo nella storia delle letteratura.

Einaudi  a tre anni dalla sua uscita lo ripropone in edizione economica.

Franzen ha scritto un libro che è capace di aprire finestre e di evocare labirinti di ragionamento intorno a mondi infiniti da esplorare. Come solo i buoni libri sanno fare.

Sono pochi gli scrittori che affidano totalmente ai propri personaggi l’intreccio narrativo dei loro libri.

Franzen, con una scrittura impeccabile, inchioda il coro dei personaggi del suo romanzo alla pagina, e soprattutto li fa entrare con la loro singolarità nel cuore del lettore, che con grande avidità ne segue per oltre seicento pagine le vicende.

Questa, a mio avviso, è la ragione principale che fa di Purity un libro necessario e imperdibile.

Ogni personaggio del libro è un romanzo nel romanzo e grazie alla sua unicità dà alla storia un forte impatto narrativo che difficilmente lascerà indifferente chi la leggerà.

Purity Tayler è sicuramente il pezzo forte dell’intera vicenda. Una ragazza spiritosa senza baricentro esistenziale che attraversa la sua esistenza consapevole del vuoto identitario che gli procura un’assenza affettiva di passato.

Intorno al suo personaggio, Franzen costruisce un romanzo che ha moltissimi temi, primo fra tutti le rovine del mondo globalizzato in cui l’avvento smisurato della tecnologia ha completamente reso le persone aride e molto cattive.

C’è proprio tutto in questo romanzo: il privato che si coniuga con il pubblico, l’ubriacatura postmoderna della fine dell’ideologia, l’abuso dei mezzi di informazione e il conformismo del giornalismo al servizio del potere, l’11 settembre  e l’avanzare corrotto del consumismo.

Purity, Andreas Wolf, ispiratore di un’organizzazione clandestina che manipola e divulga in rete notizie riservate che hanno a che fare con tutto il marcio del mondo, Tom, il giornalista che nasconde segreti, e tutti gli altri personaggi che Franzen ha creato, sono nella loro singolarità tutti i mondi che lo scrittore americano mette insieme per tracciare un quadro problematico del tempo che stiamo vivendo.

Perché Purity, prima di tutto, questo è. Franzen, attraverso una storia in cui si intrecciano affetti, perdite, microcosmi privati, relazioni pubbliche e abusi di potere, ha inventato una nutrita galleria di personaggi per dipingere un quadro non molto esaltante della nostra contemporaneità e delle sue derive pericolose.

Perdiamoci senza alcuna riserva nei labirinti narrativi che Franzen propone attraverso i personaggi del suo romanzo. Ci renderemo subito conto che stiamo leggendo un romanzo epocale, una grande opera sulla vita difficile ai tempi del nostro tempo che difficilmente dimenticheremo.

Nicola Vacca

(Jonathan Franzen, Purity, Einaudi, traduzione di Silvia Pareschi,  collana Super ET, pagine 680, euro 15)

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