Alda dei Navigli

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«Il Naviglio a volte non si lascia capire. Ti(si offre) e si ritrae, si denuda  e i copre, a seconda dell’ora del giorno trasuda e ha freddo e a volte ti insemina la ragione». Sono parole di Alda Merini. La poetessa in queste poche righe ci racconta le suggestioni che le procura il luogo in cui ha vissuto e ha scritto poesie.

Nasce nel cuore dei Navigli Tu sola nel mio deserto. Poesie inedite a un’amica (Sperling & Kupfer, pagine 116, euro 16, 90). Un volume che raccoglie poesie inedite di Alda Merini, curato da Emilia Rebuglio Parea, che è appunto l’amica in questione.

Questo libro nasce agli inizi degli anni Novanta, quando Emilia Rebuglio Parea, scultrice e artista, apre La Chiave di Volta, il suo laboratorio d’artista a pochi passi dalla casa di Alda.

La poetessa che spesso si aggira per il quartiere incomincia a fare visita a Emilia. Le stanze del laboratorio dell’artista diventano il luogo della creazione delle poesie e dei pensieri di Alda Merini.

Emilia, quando Alda passa a trovarla, lascia il suo lavoro e si mette a disposizione della poetessa che le detta  i suoi versi.

«Scriva!», le ordina Alda, iniziando a dettare con una concentrazione invidiabile.

« E tra noi – scrive Emilia Rebuglio Parea nella prefazione – c’era un rapporto intenso, come ho sottolineato, non un  rapporto comune. Lei dominava e io ero quali sottomessa, soggiogata da lei: aveva anche un bisogno, forse, di maltrattare, o meglio, di esercitare un potere, di predominare su qualcuno, e io la assecondavo pienamente».

Adesso il frutto di quegli incontri viene reso pubblico. In centosedici pagine una scelta di testi in cui troviamo la vena più autentica di Alda Merini. Poesie e alcune prose che contribuisco ad arricchire la conoscenza di Alda Merini.

Questo libro rappresenta una bella testimonianza. In queste pagine si possono leggere ancora una volta i versi della poetessa dei Navigli e apprezzare la sua poesia che sgorga spontaneamente.

Ma soprattutto si può apprezzare la vera Alda Merini, che non è quella del luogo comune della follia manicomiale. Qui si può apprezzare la vera poesia della Merini,quella che  giorno per giorno si costruisce nell’abbandono di momenti interpretati dall’immediatezza e dall’intuizione.

In questi versi, infatti, la vita che scorre attraverso l’amore e la cura diventa il campo d’azione nel quale cresce il filo poetico di una memoria che scorge non soltanto gli orizzonti del pensiero, ma scava nelle profondità del cuore per cantare lo spazio dell’anima.

Emilia Rebuglio Parea, rendendo nota la sua amicizia con Alda nel nome della poesia, ci ha donato un altro frammento della complessa personalità della poetessa. Soprattutto questo documento prezioso  mette in risalto la grandezza della sua straordinaria umanità.

Nicola Vacca

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