Le parole degli altri (a cura di Roberto Saporito)

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Flannery O’Connor, “Nel territorio del diavolo / Sul mistero di scrivere” (Mystery and Manners), Minimum Fax, 2003

“Un’opera d’arte esiste indipendentemente dal suo autore non appena le parole sono sulla carta, e tanto più compiuta è l’opera, tanto meno importante è chi l’ha scritta o perché… Le intenzioni dello scrittore vanno rintracciate nell’opera stessa, non nella sua vita.” [Flannery O’ Connor, “Mystery and Manners”]

“Non ricordo un solo romanzo che, al liceo o al college, mi sia mai stato dato da studiare in quanto tale. A dire il vero, sono arrivata a un passo dalla laurea in lettere prima di capire veramente cosa fosse la narrativa, e forse nemmeno allora l’avrei appreso, se non mi ci fossi cimentata di persona. Penso sia senz’altro possibile completare un corso accademico di letteratura inglese, e uscirne con un titolo di studio apparentemente rispettabile, senza con ciò aver imparato a leggere la narrativa.” [Flannery O’ Connor, “Mystery and Manners”]

“Dubito siano poi tanti gli scrittori che quando si mettono all’opera sappiano già quel che vogliono.” [Flannery O’ Connor, “Mystery and Manners”]

“Se qualcuno ci chiede di cosa tratti una storia, l’unica è rispondergli di leggersela.” [Flannery O’ Connor, “Mystery and Manners”]

“Scrivere narrativa non è tanto questione di dire le cose, quanto piuttosto di mostrale.” [Flannery O’ Connor, “Mystery and Manners”]

“L’abilità di creare vita con le parole è essenzialmente un dono. Se uno ce l’ha già in partenza, può perfezionarla; se invece non ce l’ha, tanto vale lasciar perdere.” [Flannery O’ Connor, “Mystery and Manners”]

“Ovunque vada mi chiedono se, secondo me, le università soffocano gli scrittori. Il mio parere è che non ne soffocano abbastanza.” [Flannery O’ Connor, “Mystery and Manners”]

“Oggigiorno si levano alti lamenti per il fatto che gli scrittori si siano tutti ritirati nei college e nelle università, dove vivono in modo decoroso, invece di andare in giro a procurarsi informazioni di prima mano sulla vita. In realtà, chiunque sia sopravvissuto alla propria infanzia possiede abbastanza informazioni sulla vita per il resto dei propri giorni. Il dovere dello scrittore è contemplare l’esperienza, non lasciarsene inghiottire.” [Flannery O’ Connor, “Mystery and Manners”]

“Non esiste una tecnica da scoprire e applicare che renda possibile scrivere. Se frequentate una scuola dove si tengono corsi di scrittura, dovrebbe insegnarvi non a scrivere, ma piuttosto i limiti e le potenzialità delle parole, e il rispetto loro dovuto. Una cosa che accompagna sempre lo scrittore è il continuo apprendistato alla scrittura. Non appena lo scrittore “impara a scrivere”, non appena sa cosa troverà, e scopre un modo per dire quanto ha sempre saputo, o, peggio ancora, un modo per non dire nulla, è finito.” [Flannery O’ Connor, “Mystery and Manners”]

“Si racconta di più mostrando cosa accade attorno alla vicenda che toccando direttamente la vicenda stessa.” [Flannery O’ Connor, “Mystery and Manners”]

“Ci si lamenta sempre che il romanziere moderno non nutre speranze e che il mondo da lui dipinto è insopportabile. L’unica risposta è che chi non nutre speranze non scrive romanzi. Chi è senza speranza non solo non scrive romanzi ma, quel che più conta, non ne legge. Non ferma a lungo lo sguardo su nulla, perché gliene manca il coraggio.” [Flannery O’ Connor, “Mystery and Manners”]

“Può darsi non vi sia mai niente di nuovo da dire, ma c’è sempre un modo nuovo per dirlo e, dato che nell’arte il modo di dire una cosa diviene parte di quel che è detto, ogni opera d’arte è unica e richiede rinnovata attenzione.” [Flannery O’ Connor, “Mystery and Manners”]

“Quando scrivete narrativa state parlando “con” personaggi e azioni, non “di” personaggi e azioni. Il senso morale dello scrittore deve coincidere con il suo senso drammatico.” [Flannery O’ Connor, “Mystery and Manners”]

“La narrativa riguarda tutto ciò che è umano e noi siamo fatti di polvere, dunque se disdegnate di impolverarvi non dovreste tentare di scrivere narrativa.” [Flannery O’ Connor, “Mystery and Manners”]

“La conoscenza umana ha inizio attraverso i sensi, e lo scrittore di narrativa inizia laddove inizia la percezione umana.” [Flannery O’ Connor, “Mystery and Manners”]

“A parer mio quasi tutti sanno cos’è una storia, fino a che non si siedono a scriverne una.” [Flannery O’ Connor, “Mystery and Manners”]

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