Lasciateci blaterare

bosch-unto

Quante parole scriveremo, quante saranno degne di essere lette, quante verranno cancellate con un colpo di spugna?

Ai posteri, forse, non verrà chiesto di pronunciare una sentenza, dovranno solo premere ripetutamente il tasto canc. Nel nostro divulgare si è annidata una mite apocalisse; un giudizio che né condanna né assolve. Anche le nostre disquisizioni, mai serie, poco pungenti, finiscono in questo flusso cibernetico di notizie fake, create per guidare le opinioni.

Ed eccoci nella merda, tra chi conta i like comportandosi come quell’uomo che perse la ragione perché non riuscì a contare le stelle del cielo. E mentre la semplicità del dire si perde nella selva del consenso, dove le lucciole diventano fari che indicano la rotta, non resta che blaterare e pronunciare senza logica.

Dai ragazzi, saliamo tutti sulla cattedra e balliamo, nella speranza che il piano di appoggio si rompa il prima possibile. Iniziamo a riempire di parole sconclusionate i centri commerciali, i luoghi affollati e le piazze… lasciamo liberi da questo giocoso supplizio solo i cimiteri, gli ultimi posti dove terrore e gioia si incontrano e i silenzi diventano poesia.

Lasciateci blaterare, non ci è rimasto altro. Non servono più parole, tanto meno ci si accontenta delle poesie, delle filosofie prestampate, dei pensieri logici. La cyber-letteratura e la filosofia social ha ormai imposto il like come metro di giudizio… non siamo neanche obbligati a leggere. L’importante è cliccare. Inutile spremersi le meningi, o gli occhi, o pigiare i tasti velocemente per non perdere l’ispirazione… tutto sarà solo una sequenza di 0 e 1, anche un like. E questo giudizio binario che si applica per ogni argomento, per ogni disquisizione, per ogni opinione, per ogni fesseria, è la definitiva democratizzazione del pensiero; un processo così perfetto che ha portato all’appiattimento del consenso. Ci arrabbiamo e gioiamo con la stessa intensità e rapidità.

A maggior ragione, lasciateci blaterare e non commentate tutto ciò che vi sfugge, che non arriva alle vostre orecchie come vorreste. Inutili sono le vostre correzioni e le vostre perplessità; inutile è quello che state leggendo e che state cercando di capire. Sia il vostro giudizio un like o un non like… continuate a cercare verità, gioia e senso scorrendo velocemente la home di un social network che dona la celebrità a figli, figliastri e mentecatti.

Martino Ciano
(In copertina Hieronymus Bosch – Unto dal diavolo)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...