Leopoldo Attolico e una vita di poesia

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La poesia è una cosa seria. Ma diffidate dei poeti che si prendono troppo sul serio. E oggi ce ne sono tanti che ritengono la loro opera, indispensabile  al contesto letterario del momento in cui vivono. Sono convinti di aver scritto il libro fondamentale dal quale non si può prescindere: senza di loro crolla il mondo delle patrie lettere.

Invece, nella poesia assume un’importanza suggestiva la componente ironica. Perché l’ironia è la coscienza della modernità.

Un poeta che certamente non si prende sul serio è certamente Leopoldo Attolico. Questo personaggio eccentrico si definisce l’originale rappresentante  della “poesia antistress” (giocosa/ironica/autoironica), perché convinto che il disimpegno impegnato-nella sua valenza antimelodrammatica/ antielegiaca – può costituire  una delle possibili modalità per rappresentare, commestibilmente e senza ulteriori traumi, anche lo strutturatissimo male di vivere contemporaneo.

Anche adesso che Leopoldo ha deciso di raccogliere in un unico volume i suoi cinquantadue anni di attività poetica continua con la sua straordinaria leggerezza ironica a non prendersi sul serio.

Ve ne accorgerete quando sfoglierete Si fa per dire.  Leggerete i suoi versi e  sorriderete con intelligenza sulle cose della vita e sui suoi  paradossi  proprio perché il nostro poeta  si cimenta con un’ affabile autoironia(L’idea di essere poeti postumi/a questo non avevamo ancora pensato)ci sorprende e ci sospende/ nel ben noto ignoto/del dubbio che disarma e disanima ben poco./Ci chiediamo, tutti sospesi:/se, in vita/la condizione è postuma/e il giudizio è sospeso…).

Il gioco ironico si fa duro e anche irriverente. Il poeta scrive e si diverte . Lo immaginiamo sorridere  quando dalla sua penna si riversa sul foglio “ la parola che sottraendo aggiunge” destinata al protagonismo del  critico spento e alla sua ruffianeria polisemica , piena zeppa di dichiarazioni di poetica d’ordinanza.

Attolico si prende gioco della vicenda quotidiana e dell’osceno buongusto che dilaga nei linguaggi massmediali, nelle retoriche del consenso e del consumo, nelle mitologie  del mercato e della merce.

«La poesia comica- scrive Giorgio Patrizi  – è allora la chiave per guardare alla realtà delle cose, alla loro natura storica e linguistica. Ridere delle cose e delle persone vuole dire, ancora una volta, conoscere il mondo».

La poesia di Leopoldo Attolico ci intrattiene piacevolmente  con la sua pungente ironia che non scade ma nel feroce sarcasmo : la comicità poetica  è uno dei modi migliori  per entrare , con la parodia e il paradosso, nel frasario essenziale del quotidiano con i suoi tic e le sue manie.

Contro il logorio della vita moderna ascoltiamo la voce dei poeti che non si prendono mai sul serio.

La stupidità e la decadenza di questo tempo omologato e scostumato ci sembreranno meno invadenti.

Con un sorriso sulle labbra forse riusciremo a raggiungere quei luoghi interiori, oggi anestetizzati  dalla “pratica dell’applauso col silenziatore”.

Nicola Vacca

(https://www.ibs.it/si-fa-per-dire-tutte-libro-leopoldo-attolico-attolico-leopoldo/e/9788898243648)

 

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