Tutti i libri nella vita di Henry Miller

cop. miller

Henry Miller scrive I libri nella mia vita con uno scopo ben preciso. Scrivere, raccontando il suo rapporto con i libri, la storia della sua vita. Infatti, avventurandosi nelle pagine di questo straordinario volume, entriamo in contatto con tutta l’autenticità di uno dei più grandi scrittori del secolo scorso, che del suo fare letteratura ha amato soprattutto la diretta contaminazione con la trasparenza del proprio vissuto.
Un esame di coscienza che tratta di libri come esperienza vitale. Così Miller definisce il suo libro che racconta l’influenza dei libri nella sua vita.
Pubblicato per la prima volta nel 1952,  I libri nella mia vita torna nuovamente in libreria. Nel 2014 lo pubblica Adelphi.
Miller condivide con i suoi lettori il suo smisurato amore per i libri, sia quelli che costituiscono le fondamenta stesse della letteratura, sia quelli che sono necessari alla nostra esperienza.
L’ autore di Tropico del cancro, sia come lettore che come scrittore, ha sempre cercato il meraviglioso in tutti i campi. Quando decide di scrivere la sua vita attraverso l’influenza che i libri hanno avuto nella sua esperienza di uomo e di scrittore, per Miller quello che conta è soprattutto consegnare ai posteri il libro della sua vita in cui tutto è viaggio  e ricerca.
Questo grande libro non solo racconta l’esperienza di lettore del grande scrittore americano. Nelle sue pagine non ci sono solo gli autori preferiti, c’è soprattutto l’esperienza concreta di un vissuto umano in mezzo agli altri uomini: «Per quanto possa soffermarmi sulle opere degli altri, torno sempre, inevitabilmente, al solo unico libro, il libro di me stesso».
La storia segreta di ogni vero lettore, sostiene Henry Miller, non è fatta di tutti i libri che ha letto, e nemmeno di tutti quelli più significativi e più belli, ma soprattutto  di alcuni, a volte non più di una manciata, che si distanziano enormemente dagli altri. Miller si riferisce a quei libri che, come rari individui, aumentano la vita.

Evitando le paludi e le giungle, da quel grande scrittore che è stato Henry Miller racconta meravigliosamente la sua vita attraverso i libri che ha amato esclusivamente per raccontare che i libri possono e non possono essere un aiuto, una guida, per aprirci la strada attraverso la selva. Perché la vita stessa è già abbastanza una giungla. Una giungla molto reale e a volte poco istruttiva. Forse è per questo che vale la penna essere vissuta.
Senza dimenticare che i libri sono parte della vita quanto gli alberi, le stelle e il letame.

Nicola Vacca

 

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