La poesia in uno schianto

QdB - La Copertina di Guerrigliera di Eliana Forcignanò_Layout 1

Rovistando nel catalogo dei Quaderni del Bardo, le edizioni di Stefano Donno che danno spazio alla buona poesia, ho trovato Guerrigliera, una raccolta di Eliana Forcignanò, classe 1983, salentina.

Versi che da subito innescano un cortocircuito antiretorico con tutta l’intenzione di favorire uno schianto delle parole.

Qui la poesia è giocare a porsi le domande vietando le risposte. Eliana Forcignanò scrive e soprattutto si interroga stando sempre in bilico, consapevole che la sua poesia dal pensiero forte è destinata a implodere oltre la linea del dicibile.

La poetessa è una guerrigliera della parola e sa che  la poesia si costruisce meglio di un dialogo.

Non ha paura di avvalersi di un lessico estremo, anzi questo è il punto di forza del suo fare poesia, e ogni verso è un proiettile.

Eliana Forcignanò ha sempre il verso in canna. Nel suo stato di vigilanza sulle cose e sul mondo, quello che per lei conta è scrivere una poesia che tenga conto della carna lacerata della realtà, delle lesioni e delle ferite che ogni giorno strappano l’esistenza.

Nel disagio la sua poesia è un alfabeto inadatto in cui sono presenti le storture e le deviazioni di un mondo che ha smarrito la sua messa a fuoco.

«C’è un giorno che comincia / uccidendo la speranza / di sognare la vita /  per come l’avrei voluta».

La poesia di Eliana Forcignanò fruga nella polvere dei giorni ridotti a cenere, scava nella carne viva che sanguina nel pensiero che non è più capace di pensare.

La nostra discesa agli inferi è iniziata e noi abbiamo il dovere di tenere gli occhi aperti.

Abbiamo bisogno delle negazioni dei poeti, perché solo loro hanno la possibilità di riempire il caos.

«Se un giorno cercherete i poeti / cercato quei pazzi che negano / di scrivere per cambiare il mondo».

Guerrigliera è poesia dinamitarda e Eliana scrive «… nell’incaglio fetido / di questa quercia marcia».

Perché il poeta davanti alle macerie del tempo ha il dovere di non sottrarsi all’urlo della propria coscienza.

Nicola Vacca

(Info: http://catalogoiqdbedizioni.blogspot.it/)

 

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