Charles Simic: il poeta e le sue immagini

csa

Entrare nell’ universo poetico di Charles Simic è come perdersi in un labirinto in cui le strade della conoscenza non si esauriscono mai e rimandano sempre a mondi infiniti tutti da abitare.

Lo stesso accade quando leggiamo la sua prosa ricca di suggestioni non solo letterarie.

È appena uscito per Adelphi La vita delle immagini, uno straordinario e meraviglioso zibaldone di pensieri e riflessioni in cui il poeta, nato a Belgrado e Premio Pulitzer per la poesia, mette insieme tutto il suo mondo culturale, le sue passioni letterarie e le sue esperienze di uomo che si sente cittadino del mondo.

Tra testimonianza, vissuto e letteratura, in questi scritti Simic parla di tutto quello che ha visto, letto e conosciuto e soprattutto svela al lettore la sua concezione della poesia.

«In una buona poesia, il poeta che l’ha scritta scompare, in modo che possa nascere il poeta – lettore» così scrive Simic rivendicando il ruolo di una poesia che sia sempre difesa del singolo da tutte le generalizzazioni che pretendono di rinchiudere la realtà in un unico sistema generalizzato. La poesia autentica deve essere antiutopica e soprattutto antipoetica.

La vita delle immagini è un libro davvero particolare perché non c’è nemmeno una pagina fuori posto.

Sia quando Simic parla dei suoi scrittori preferiti, che quando narra alcuni episodi della sua vita, è sempre il cuore del poeta che detta le linee guida del suo raccontare.

Pagine intense di puro pensiero poetante che indagano l’immanente enigma dell’ordinario. In questi testi Simic inventa la sua lingua contaminando versi, filosofia e immagini per consegnare al lettore una mappa dell’esistenza che non ignori mai il qui e ora.

Simic ha debole per la filosofia e ama leggerla sempre di notte. «Chiunque legga la filosofia legge di se stesso non meno che del filosofo in questione Entro in dialogo con certi avvenimenti decisivi della mia vita non meno che con le idee espresse sulla pagina. Il significato è la sostanza della mia esistenza».

Simic è un poeta che non appartiene a nessuna tribù, un uomo libero che non rinuncia all’invettiva che in alcuni momenti della vita è sacrosanta. Dovremmo sempre usarla quando sentiamo l’assoluta necessità, motivata da un profondo senso della giustizia, di denunciare pubblicamente, irridere, vituperare, inveire, recriminare con le parole più forti possibili.

Commuovono e non poco gli esercizi di ammirazione di Charles Simic per gli scrittori amati e letti.

Davvero straordinari i ritratti che il poeta dedica a Witold Gombrowicz, Emily Dickinson, Roberto Calasso, Buster Keaton e Marina Cvetaeva.

Simic chiude il suo libro con un toccante ritratto di Emil Cioran: il filosofo dell’insonnia di cui il poeta ama il pensiero che conserva un profumo di sangue e di carne.

La vita delle immagini è il libro straordinario di un uomo libero che ama scrivere le sue poesie nei posti scomodi dove latita la bellezza e trionfa il disagio.

Non mettete Charles Simic su una terrazza affacciata sul Mediterraneo mentre tramonta il sole. Mai gli salterà in mente di scrivere una poesia.

Il pensiero diventa immagine. L’immagine diventa pensiero in queste pagine meravigliose in cui Charles Simic ci parla della sua formazione di poeta in disarmonia con la propria epoca e che soprattutto scrive poesie per dare filo da torcere ai pensatori. Poesie reticenti che sono un pezzetto dell’indicibile intero.

Nicola Vacca

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...