L’apocalisse è il futuro del presente

L_ultima_bambina_d_Europa

Un uomo, una donna e una bambina sopravvivono all’apocalisse che ha colpito l’Europa, resta invivibile nei suoi scenari di distruzione da un terribile cambiamento climatico.

Questa è la trama  de L’ ultima bambina d’Europa (alter ego edizioni, pagine 173, euro 13), il nuovo romanzo di Francesco Aloe.

L’autore vuole rendere il proprio omaggio letterario  a La strada  di Cormac McCarthy.

L’uomo la donna e la bambina portano il fuoco sulla strada che inevitabilmente hanno scelto di percorrere per cercare la salvezza e raggiungere la terra “dove ancora vivono gli uccelli”.

Il viaggio non è facile, sulla strada  i tre protagonisti avranno a che fare con l’atrocità e l’orrore violento dei pochi sopravvissuti che incontreranno.

Mette i brividi il futuro che racconta Francesco Aloe nel suo romanzo, anche perché con tutto quello che sta accadendo nel mondo quel futuro si avvicina terribilmente al presente che stiamo vivendo, in uno spavento epocale che non ha eguali nella storia dell’uomo.

Il mondo intero è morto o sta morendo, non solo il genere umano, ma anche tutto il resto. Questo accade nel romanzo di Aloe, che necessariamente va letto come un campanello d’allarme.

Seguiamo il cammino dei tre sopravvissuti che sulla strada fanno i conti con tutta la violenza che esprime l’idea della fine.

Nel romanzo troviamo pagine che commuovono. Emozionano soprattutto i dialoghi tra l’uomo e la bambina che assiste impotente alla catastrofe che stupra la sua innocenza.

Nel mare nero della notte del tempo, la bambina (l’ultima bambina d’Europa)  che interroga il vento potrebbe essere un segnale di vita da preservare dove tutto è morto.

Francesco Aloe scrive un romanzo fra le macerie dell’umanità che ha smesso di significare e soprattutto di essere.

Pagine estreme e visionarie in cui aleggia una fine del mondo con cui ogni giorno concretamente facciamo i conti.

Tra i detriti postapocalittici l’autore dà la parola ai sopravvissuti che camminano tra le rovine di un mondo che ha smesso di respirare.

Il prezzo da pagare per la rinascita è alto e ha a che fare con l’estinzione della specie.

Nicola Vacca

 

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