Negli inferni con i versi della felicità

Ulisse Casartelli

Attraversare il proprio inferno per non lasciare nulla di intentato nella partita personale che ognuno gioca con l’essere e con l’esserci. Questa è la scommessa di un poeta come Ulisse Casartelli che fa della poesia un attraversamento di se stesso per raggiungere l’ altro e diventare gli altri.

La balena azzurra è il suo ultimo libro uscito per i tipi di Acquaviva edizioni di Giuseppe D’Ambrosio Angelillo.

Si tratta di «esercizi di felicità» che hanno una volontà di potenza. Ulisse fuori dalla stanza n. 12  della clinica psichiatrica di Villa Baruzziana trova nella parola una potenza vulcanica da cui si lascia penetrare.

«Ogni cosa / per bruciare / ha bisogno di respirare» scrive l’uomo – poeta con l’intenzione di voler dare alla poesia  la prospettiva di un volo dopo aver provato sulla sua pelle la caduta incandescente.

Questo libro arriva dopo Stanza n. 12 (uscito da Pendragon lo scorso anno). In quella stanza il poeta ha vissuto e soprattutto ha attraversato il suo inferno. Qui è nata quella poesia che lo ha aiutato a vedere il mondo oltre le sbarre. Quella poesia che ho ha riportato al mondo, liberandolo.

La libertà che coglie un germe di felicità. Ed ecco che arrivano i versi de La balena azzurra scritti nel dicembre 2016 in un eremo della Valpusteria in cui il poeta si è nascosto al mondo per ritrovarlo.

Le poesie di Ulisse escono dalle bocche degli altri. In questo canzoniere  le parole sono cariche di vita e soprattutto sono dedicate alla battaglia più difficile, quella felicità che molti hanno la presunzione di conoscere.

La balena azzurra altro non è che la prosecuzione di un viaggio, il diario in versi di un attraversamento in cui il poeta, inciampando tra carte, scartoffie e taccuini, si accorge di non essere mai solo.

Sempre in bilico tra vetta e precipizio con i suoi infiniti punti di domanda che non vogliono alcuna risposta.

Quello che conta per il poeta e intingere la sua penna stilografica nell’inchiostro dei giorni e scoprire che la profondità del baratro può essere uguale a quella della luce.

Così nasce la poesia di Ulisse Casartelli che in questo viaggio intorno alla montagna ha ritrovato se stesso, anche se continua a attraversare ( come noi tutti) l’inferno della quotidianità.

Nicola Vacca

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