Letteratura e altri mondi

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Jan Kott è stato un saggista e critico teatrale polacco naturalizzato statunitense, nacque a Varsavia  nel 1914 e si spense a Santa Monica, in California, nel 2001. In vita, in seguito ad una prima fase di zelante adesione, fu un forte oppositore del regime comunista. Dopo la Seconda Guerra Mondiale iniziò a lavorare per  Kuźnica, ma nel 1949 le autorità socialiste assunsero il controllo totale della rivista. Kott andò a insegnare a Wrocław, concentrandosi sul teatro e abbandonando la vita politica. Nel 1951 pubblica “O teatr godny naszej epoki” (Il valore del teatro nella nostra epoca ). Secondo la storica Teresa Wilniewczyc lo zelo verso il controllo culturale del governo dell’epoca “era molto più di quello richiesto”. Comincia però a cambiare idea con la fine dello Stalinismo e nel 57 abbandona il partito. Il suo primo successo mondiale fu il saggio pubblicato nel 1956 “Szice o Szekspire” (1961; tradotto in Italia come  “Shakespeare nostro contemporaneo”). Nel 1966 fu costretto a emigrare negli USA, dove insegnò in varie università, tra cui Yale e Berkley. Scrisse più di 30 libri sul teatro, oltre che ad un innumerevole quantità di articoli apparsi su prestigiose riviste come The New Republic e The New York Review of Books.

 

 Shakespeare nostro contemporaneo

Si tratta di un’ acuta lettura di Shakespeare ispirata ai principi e alle idee del teatro dell’assurdo. Da profano lettore di periferia qual sono insisto con il dire che ci sono libri che vanno letti e libri che non vanno letti. Quest’opera, ovviamente, appartiene alla prima categoria. Un must. Kot rilegge qui il teatro shakesperiano interpretandolo in chiave filosofica ed esistenzialista, applicando anche il filtro delle sue esperienze personali. Questo accento autobiografico diventa il suo segno di riconoscimento. Riesce a influenzare anche Hollywood, attraverso questo suo testo, tanto che pellicole come il Re Lear di Peter Brooks e il Macbet di Polanski, usciti entrambi nel 1971, sono influenzati dall’incubo della storia proposto da Kott in questo testo.

Ma è possibile accostarsi a Shakespeare come lo si fa ad un autore contemporaneo senza falsare quei valori storici, dai quali tuttavia non può prescindere la lettura di un testo poetico? Non solo è possibile, ma sempre secondo Kott, questo è l’unico modo che ci permette di comprendere davvero l’opera del grande drammaturgo elisabettiano. L’originalità dell’interpretazione passa attraverso questa intuizione di fondo: l’uomo, stritolato nell’ingranaggio della storia, ritrova la propria dimensione umana, la dimensione dell’intelligenza, interrogandosi sul senso della vita e del proprio destino.

“…lasciano che si muoia di fame,mentre i loro granai sono pieni, fanno editti sull’usura, che proteggono gli usurai:aboliscono ogni giorno le leggi salutari stabilite contro i ricchi: e ogni giorno mettono fuori aspri decreti per incatenare e tenere schiavo il popolo. Se le guerre non ci divorano, penseranno loro a farlo…”

Coriolano, Shakespeare

Shakespeare nostro contemporaneo

Autore Kott Jan, Traduttore Petrelli V., Editore Feltrinelli

Divorare gli Dei

Tra i volumi scritti nel paese d’adozione, il più significativo resta sicuramente “The eating of Gods”,  pubblicato negli Usa nel 1970 e tradotto nel nostro paese solo nel 1977. Possiamo dire che si tratta di un’originale e aggiornata interpretazione della tragedia greca.  Il saggista nato a Varsavia in questa sua opera ci spiega l’attualità di questi testi classici immortali, sviscerandoli, esaminandoli attraverso filtri provenienti da altri discipline umanistiche, ricorrendo all’utilizzo di chiavi sociologiche, psicologiche, antropologiche e religiose. In queste pagine si trova tutta la storia del teatro: da Prometeo a Beckett, passando da le Baccanti a Sofocle. Nulla risulta essere più attuale della tragedia, sembra suggerirci l’autore mentre scompone e ricompone meticolosamente la tragedia classica, unendo la religiosità del sacro alla finzione del teatro in una mediazione tra umano e divino perfettamente riuscita.

“La società greca è stata sopraffatta da una folle corsa sguinzagliata dalla follia della storia” ma il suo influsso è ancora enorme e attuale, non lo pensereste mai ma anche un area di studi moderna come il Marketing applica e conosce le regole degli antichi drammi ellenici.

Ma trovate tutto qui dentro e non vi resta che Divorare gli dei per capire meglio i tempi che viviamo.

Per farvi venire l’acquolina in bocca e la voglia di leggere questo libro, qui di seguito vi riporto il suo indice:

-L’asse verticale o le ambiguità di Prometeo

-Aiace tre volte ingannato o l’eroismo dell’assurdo

-Alcesti velata

-“Dov’è adesso quel famoso Eracle?”

-Divorare dio, o Le baccanti

-Appendici

-Medea a Pescara

-Oreste, Elettra, Amleto

-Luciano in Cimbelino

 

Divorare gli dei. Un’interpretazione della tragedia greca

Autore: Kott Jan

Traduttore: Capriolo E.

Editore: Mondadori Bruno

 

Fabio Izzo

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